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venerdì 15 aprile 2011

Savage Beauty x Vogue US

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Un editorial pubblicato da Vogue US per 'celebrare' la retrospettiva su Lee McQueen al MET, della quale ho già ampiamente parlato QUI e QUI.
 
Photography: Steven Meisel
Styled by Grace Coddington
Models: Karen Elson, Coco Rocha, Karlie Kloss, Caroline Trentini, Raquel Zimmermann, Stella Tennant
All Clothes : Alexander McQueen

venerdì 7 gennaio 2011

I called it.

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Purtroppo. Quando la news della dipartita di Carine Roitfeld da Vogue Paris arrivò sulla rete, il mio primo pensiero fu 'No. Speriamo solo che non venga in mente a nessuno di dare il posto a Emmanuelle Alt'.
Ecco appunto:
EMMANUELLE ALT, RÉDACTRICE EN CHEF DE VOGUE PARIS
Tempi duri per l'editoria di moda? Magari sono solo in mala fede e mi sbaglio. Staremo a vedere.
Ecco la nuova direttrice di Vogue Paris (nb. Carine che mostra al mondo cosa ne penso di questa scelta)



mercoledì 5 gennaio 2011

One for the ladies: Michael Fassbender in Vogue Uk

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Mentre ancora attendo di ri-vedere il trailer di A dangerous method (e non capisco perchè lo stiano tenendo nascosto per così tanto tempo, a me era sembrato perfetto), ecco una preview di un servizio su Michael Fassbender che apparirà su Vogue UK di Febbraio.
La foto è stata scattata da Boo George, e per quanto non si avvicini neanche lontanamente alla perfezione del servizio che fece Bruce Weber per Vogue Italia, ci accontentiamo.

venerdì 17 dicembre 2010

Carine Roitfeld Quits Vogue Paris.

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Non. Capisco. Cosa sta succedendo.
“It’s 10 years that I’m editor of the magazine,” Roitfeld told Cathy Horyn over the phone. “I think it’s time to do something different.”

Il livello artistico e provocatorio raggiunto dagli editorial di VP sotto la sua direzione sono è unico che raro nel piatto mondo dei Vogue mondiali. Si vocifera di Emmanuelle Alt o l'ex direttrice di Vogue Russia Aliona Doletskaya come probabili sostitute. Cari capi della Condé Nast, chiunque vi pare ma NON Emannuelle Alt. (o mioddio, non vorrei dirlo neanche per scherzo, AdR)

E' la fine di un'era. Carine Roitfeld è una delle donne che ammiro di più nel disgustoso mondo della moda (o dei media, in generale). Chissà cosa la aspetta ora. 

lunedì 15 novembre 2010

Tom Ford update n.3

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Vogue Us, e non Vogue Paris come era stato vociferato, è stata la prima ad avere un'esclusiva sulla collezione di 'ritorno' di Tom Ford. Fotografate da Steven Meisel, ecco Amber Valletta, Joan Smalls, Anja Rubik, Karen Elson, Stella Tennant, Carolyn Murphy ed Edita Vilkeviciute in Tom Ford.


mercoledì 29 settembre 2010

Un libro su Guy Bourdin & news sparse dalla Paris Fashion Week

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Le eccentriche e colorate foto di David LaChapelle, le audaci composizioni che spesso appaiono nelle pubblicità di moda, la forte narratività degli editorials delle riviste di tutto il mondo, quasi tutto ciò che accompagna la moda a livello editoriale e visuale deve tantissimo al lavoro di Guy Bourdin. Allievo di Man Ray, tra gli anni 50 e 80 rivoluzionò la fotografia 'commerciale' e l'approccio ai servizi di moda. Sensuale, bizzarro, controverso, spesso surreale e mai ripetitivo, è forse uno dei più influenti e sottovalutati fotografi di moda di sempre. Nonostante le sue fotografie vengano esposte nei musei e i più importanti professionisti lo citino come fonte di ispirazione, a livello 'popolare', purtroppo, Bourdin non è molto conosciuto.
Qualche anno fa se ne parlò molto perchè Jean Baptiste Mondino nel dirigere il video di Hollywood di Madonna decise di ispirarsi un po' troppo esplicitamente alle fotografie di Bourdin:


(beccandosi anche una denuncia per plagio da parte del figlio di Guy).
A livello editoriale non esistono molte pubblicazioni su questo straordinario fotografo. C'è un libercolo di poche pagine (ma di buona qualità) della Phaidon Press, un costosissimo libro curato dal figlio di Bourdin stesso, un'altra costosissima pubblicazione in due tomi che però si concentra quasi esclusivamente sul suo rapporto con la sua 'musa', Nicolle Meyer, e un libro sulle sue polaroid a cura di Oliviero Toscani. Finalmente, però, è stato pubblicato un libro (di prossima uscita in Italia) che si pone a metà strada tra l'opera omnia Exhibit A e gli altri volumi in commercio. In Between vuole raccontare l'immaginario di Guy Bourdin in 400 fotografie. La 'raccolta', edita da Steidl, è stata curata da Shelly Verthime, storica assistente di Alber Elbaz, grande appassionata (e oramai curatrice ufficiale ) del fotografo.






Prima del vestito di lady cacca, fu il primo a sbolognare 'la carne da macello' nel mondo della moda


News da Parigi:

Gareth Pugh ha presentato la sua collezione Primavera-Estate 2011, e come oramai di consueto (purtroppo) lo ha fatto attraverso un video (modelli nel video Kristen McMenamy, Jonathan Baker)




Inoltre, sono emerse delle fotografie dal backstage di alcuni atelier, tra cui spiccano dei deludenti anticipi della collezione di John Galliano per Dior:

(ancora questa roba oscena!)

e Karl Lagerfeld per Chanel:

(wow, originale! - no.)


Inoltre, Vogue Italia rivela la copertina del numero di Ottobre:



Prima copertina di V.I. per Mariacarla Boscono (in Giorgio Armani), e a quanto pare Meisel ha deciso di tornare indietro di circa 50 anni in quanto a fotografia/Layout. (In ogni caso, poteva andare peggio).

martedì 3 agosto 2010

Strike A Pose (in the Gulf)

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Una delle cose di cui amo di piu lamentarmi è Vogue Italia. Mese dopo mese lo compro (il giorno in cui esce) e sfoglio le pagine borbottando tra me e me, tra un editorial annoiato e un articolo su qualche nobile sconsociuto. Il mio maggior problema con V.I. è che a differenza delle altre riviste del mondo (eccetto Purple Mag, forse), che bene o male tentano di mantenere alto l'interesse  spaziando tra fotografi e stylists, ogni mese l'ennesima autocelebrazione di Steven Meisel in copertina / come servizio principale è cosa certa, e questo  il più delle volte comporta dei disastri paurosi. Che egli decida di fare qualcosa di classico (troppo classico, però, tanto da risultare inutile e obsoleto)  o veramente troppo fico e moderno, raramente ne risulta qualcosa di interessante.  I momenti di maggiore ilarità si raggiungono quando Meisel e la Sozzani decidono di essere trasgressivi e giovani, e ne risultano disastri come MeiselPic :

un intero editorial (lunghissimo peraltro) ispirato a twitter, con foto ("volutamente") orribili e tanto di layout a-la-twitpic.
Ora questa pochezza estetica (se compro una rivista di moda è all'80 per cento per la fotografia, e in alcuni casi - che raramente includono vogue italia - per i contenuti) mi ha sempre perplessa. So per certo che nel mondo della moda queste 'idee geniali' vengono viste (dai più) come meravigliosi social commentaries, estrema rilevanza nel mondo d'oggi ecc.... a me sembrano soltanto un triste tentativo di emanciparsi da quello stato zoolanderiano di totale incoscienza di ciò che accade nel mondo che spesso è (a ragione) associato con il mondo della moda.
Insomma, se voglio informarmi compro L'internazionale, non Vogue Italia. O al massimo faccio affidamento su I.D., Dazed&Confused o Purple Mag...
Molto interessante e non poco paraculo fu anche il numero 'backstage', 60 pagine di foto di 'finti backstage' e nient'altro. I fashionisti lo trovano avanguardista e troppo social, a me sembra solamente pochezza e pigrizia intellettiva, specialmente se poi scopri che qualcun'altro l'aveva già fatto prima di loro


Ma passiamo al numero di Agosto 2010, nelle edicole da oggi (a Milano) e da domani nel resto del mondo.  Il ritorno del Social Commentary. La BP e il disastro ecologico-ambientale nel golfo. Come al solito non sono commossa da questa incursione nell'attualità ma almeno stavolta qualcosa di diverso c'è. La copertina è una bomba. Il punto è questo, non credo che una rivista come Vogue Italia sia -attualmente - in grado di fare delle denunce sociali di quaslivoglia tipo o di creare questioni veramente 'scandalose' - ma apprezzo la buona fotografia, quindi che benvegano queste prese di posizione se poi portano a questi risultati.
Non potendomi aspettare il lavoro di Nick Knight per D&C di tanti anni fa

che includeva esclusivamente persone disabili in tutto il numero (vedi anche qui e qui ), almeno posso dire Wow, bel lavoro Meisel. Augurandomi però che il contenuto interno non sia poi troppo monotono.

(ps. Alla fine a me la rivista in linea di massima piace. Altrimenti smetterei di comprarla. Spesso ci sono servizi interessanti e editorial bellissimi. Quella italiana è decisamente l'edizione migliore tra quelle internazionali, dopo quella francese... Vogue US invece è una vergogna per l'editoria mondiale)