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sabato 27 agosto 2011

Marina Ambramovic for POP mag FW 11-12

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Non amo particolarmente POP, ma spesso mi trovo a doverlo  comprare per le (ruffianissime) collaborazioni con artisti contemporanei che la rivista australiana presenta. Che sia Murakami (un numero che - devo ammetterlo - funzionava perfettamente, con l'artista giapponese che aveva trasformato il periodico super-glossy  in una sorta di mensile per teenagers nipponiche) 
o Cindy Sherman (in vintage Chanel Couture), c'è sempre qualcosa che mi tenta.
Per l'inverno 2011 sono andati oltre. 4 copertine: una abbastanza irrilevante con Georgia May Jagger versione loser-al-prom circa 93, fotografata però da Gillian Wearing (quindi si spera che contenstualizzata nell'intero ed la foto assuma un'altro senso)* e le altre tre curate da Marina Abramovic.
L'artista appare due volte (meravigliosa la copertina ad edizione limitata hard-cover con il suo volto capovolto in trucco da mimo), mentre la terza ritrae Freja (bizzarra scelta, le motivazioni addotte dal direttore creativo della rivista non mi convincono) con la mini-versione di Marina che la osserva dalle spalle.
Bianco e nero contrastato, design minimal e incisivo. All'interno - as usual - un set di stickers, questa volta curati da Harmony Korine (che fa, tradisce Zahm così?) a tema Arapaho. Sarà quantomeno interessante.
*Un'ultima osservazione. Georgia May indossa un vestito di Dior, dalla collezione haute-couture spring 2011, l'ultima disegnata da John Galliano. E' anomala come scelta, perchè in questo periodo dell'anno si utilizzano, appunto, abiti delle collezioni invernali. Un chiaro segno di supporto a John?

lunedì 24 gennaio 2011

Christian Dior Haute Couture by John Galliano SS11 - Renè Gruau

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A poche settimane dalla chiusura della mostra 'Dior Illustrated' alla Somerset House di Londra, John Galliano presenta la collezione Haute Couture Spring-Summer 2011 dichiarando di essersi ispirato ai lavori di Renè Gruau per la maison francese.
A me, ad esser sinceri, sembra che siano anni (diciamo dal 2007 in poi) che le sue collezioni non facciano altro che rivisitare l'immaginario che ruotava intorno al New Look tipico dei poster che Gruau creava per Christian Dior.

In questa collezione, infatti, di nuovo non c'è molto. Alcune linee (se non interi vestiti) ricordano cose che ha già presentato in passato. La novità, se vogliamo, è nelle sfumature e nei colori che abbandonano (ma non del tutto) i raccapriccianti pastelli e rosa shocking a cui oramai ci aveva abituati e ritornano a spaziare tra sfumature e ombre romantici, intensi, ricchi. Anche gli embellishments degli abiti si allontano, a tratti, da quel kitsch forzato che veramente faceva piangere il cuore di chi negli ulitmi 15 anni ha seguito le meraviglie che Galliano è ben capace di creare. Specialmente nella prima parte in alcuni degli abiti finali si vede quel tocco geniale che una volta lo faceva brillare più degli altri. Una selezione (leggi: i miei preferiti) di look in HQ: