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lunedì 5 dicembre 2011

Takashi Murakami & Yoko d'Holbachie @ Mondo Bizzarro

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L'ultima volta che Murakami è passato da queste parti è stato l'anno scorso, per il suo progetto  site-specific alla Gagosian.  L'artista giapponese torna a Roma nella sua veste più puramente Pop in una mostra organizzata dalla Mondo Bizzarro Gallery che ospiterà alcune litografie originali fino al 10 gennaio. Per contestualizzare i suoi lavori infusi di cultura popolare giapponese, le opere dialogheranno con alcuni slide originali di famosi anime nipponici come Daitarn, Gundam, Daltanious.
Accanto al colorato mondo di Murakami si potranno anche ammirare le opere (dal 10 dicembre in poi) della giovane ma già largamente apprezzata artista pop-surrealista giapponese Yoko d'Holbachie. Come da manuale: citazioni pop di ogni genere, 'mostri' che vedono come referenti musica, cartoons, mass-media e affini realizzati in un impeccabile stile 'tradizionale'.

 (Coming up - su Satellite Voices  - una mia intervista ai curatori delle mostre Dario Morgante e Cristiamo Armati)

sabato 27 agosto 2011

Marina Ambramovic for POP mag FW 11-12

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Non amo particolarmente POP, ma spesso mi trovo a doverlo  comprare per le (ruffianissime) collaborazioni con artisti contemporanei che la rivista australiana presenta. Che sia Murakami (un numero che - devo ammetterlo - funzionava perfettamente, con l'artista giapponese che aveva trasformato il periodico super-glossy  in una sorta di mensile per teenagers nipponiche) 
o Cindy Sherman (in vintage Chanel Couture), c'è sempre qualcosa che mi tenta.
Per l'inverno 2011 sono andati oltre. 4 copertine: una abbastanza irrilevante con Georgia May Jagger versione loser-al-prom circa 93, fotografata però da Gillian Wearing (quindi si spera che contenstualizzata nell'intero ed la foto assuma un'altro senso)* e le altre tre curate da Marina Abramovic.
L'artista appare due volte (meravigliosa la copertina ad edizione limitata hard-cover con il suo volto capovolto in trucco da mimo), mentre la terza ritrae Freja (bizzarra scelta, le motivazioni addotte dal direttore creativo della rivista non mi convincono) con la mini-versione di Marina che la osserva dalle spalle.
Bianco e nero contrastato, design minimal e incisivo. All'interno - as usual - un set di stickers, questa volta curati da Harmony Korine (che fa, tradisce Zahm così?) a tema Arapaho. Sarà quantomeno interessante.
*Un'ultima osservazione. Georgia May indossa un vestito di Dior, dalla collezione haute-couture spring 2011, l'ultima disegnata da John Galliano. E' anomala come scelta, perchè in questo periodo dell'anno si utilizzano, appunto, abiti delle collezioni invernali. Un chiaro segno di supporto a John?

mercoledì 5 gennaio 2011

Link: The Most Overrated Artists of the Decade

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Matt Gleason, critico d'arte del Coagula art mag, stila una classifica degli artisti più sopravvalutati della decade per l' Huffington Post.
Certo, prendersela con i più famosi e popolari artisti viventi non è proprio una di quelle imprese impossibili, in ogni caso solleva spunti interessanti - a prescindere dalla stima che si può avere per i soggetti presi in esame. Non sempre originali o condivisibili (mi sembra tardi per accorgersi che Banksy non è piu un ribelle e che il suo street cred è inesistente o che Hirst è molto bravo a capire cosa piace alla gente ricca... Ma davvero?), ma quantomeno divertenti, brevi e - forzatamente - argute considerazioni su una serie di artisti, dal già citato Hirst fino a Murakami, passando per il nostro Cattelan e Fairey. 
Per esempio... che Murakami sia oramai diventato una macchina produci-gadget è anche vero, ma perchè gettare con nonchalance delle connessioni azzardate con la pedofilia? E ancora... quel discorso senza senso su Kara Walker dove vorrebbe andare a parare? La maniera in cui accusa gli altri di velato razzismo lo rende ambiguo. 
Il tutto è qui, Gleason riesce a spaziare tra pungenti commenti e lamentele degne della più imparruccata delle zie. 

giovedì 25 novembre 2010

Takashi Murakami solo exhibition at the Gagosian Gallery in Rome

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Ancora amareggiata per non aver avuto modo di vedere le installazioni alla reggia di Versailles, non mi ero accorta del fatto che Roma è da poco stata inaugurata una mostra di Takashi Murakami.

L’associazione del rosso e del blu con una creatura che per lungo tempo è stata consideratasimbolo del destino di ognuno è il tentativo di riaffermare la mia devozione per l’arte: il processo creativo di questi dipinti è stato come un’offerta votiva.
 Takashi Murakami
La Gagosian Gallery di Roma presenta due inediti per questa prima mostra personale dell'artista giapponese nella nostra città. Due imponenti opere - Dragon in Clouds – Red Mutation e Dragon in Clouds – Indigo Blue - di diciotto metri ciascuna, che si distanziano dal precedente lavoro dell'artista che dalla sua usuale tavolozza multicolore pop passa qui a un monocromatismo rigoroso. Benchè di primo impatto le opere possano sembrare più tradizionali degli usuali lavori di Murakami, le fonti d'ispirazione per queste opere rimangono eterogenee, partendo dai simboli religiosi del Giappone fino ad arrivare al videogioco Blue Dragon. Maggiore punto di riferimento è però l'artista giapponese del Settecento Soga Shōhaku, nella cui opera spesso ritornano i dragoni e nuvole presenti in questi due quadri, conosciuti come Unryūzu.

L'installazione è quantomeno suggestiva:



La mostra ha aperto il 15 novembre e sarà visitabile fino al 15 gennaio 2011 alla Gagosian Gallery di Roma.