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giovedì 20 ottobre 2011

Damien Hirst & RANKIN “Myths, Monsters and Legends”

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The beatuy of ugliness. 
Il fotografo inglese Rankin e Damien Hirst hanno una lunga amicizia e una serie di collaborazioni alle spalle. Il loro ultimo progetto insieme si chiama "Myths, Monsters & Legends".  On-view alla Rankin Gallery di Los Angeles  fino al 7 Novembre,  arriverà in Europa (alla Annroy Gallery di Londra) poco dopo. I due creativi inglesi hanno scavato nel mito, nel folklore e nell'immaginario magico-fiabesco per creare una serie di immagini sospese nel tempo, tra mostruosità inquietanti e bellezza eterea, grazie anche al soggetto scelto, la modella Dani Smith. Il numero di Dazed & Confused di Novembre, interamente dedicato alla fotografia, dedica uno spazio speciale alla mostra, pubblicando una lunga conversazione tra Hirst e Rankin (che, ricordiamo, è stato il co-fondatore della rivista) e alcune immagini in esclusiva (una sorta di preview del libro-catalogo della mostra già acquistabile) . Eccole:

 


venerdì 14 ottobre 2011

W magazine Art Issue: Ai Wei Wei

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Sono in molti a criticare il lavoro che Stefano Tonchi sta facendo a W.  Sarà però interessante vedere chi avrà il coraggio di dire qualcosa in merito alla super-esclusiva che è riuscito ad assicurarsi per il consueto numero dedicato all'arte. Giunto al suo sesto anno consecutivo, l'art-issue di W mag del 2012 si avvale di una collaborazione più unica che rara. La copertina e il main editorial sono infatti stati curati da Ai Wei Wei, l'artista recentemente rilasciato dal governo cinese dopo essere stato incarcerato per ''evasione fiscale''. Una copertina di quelle che non si vedevano da anni, nominalmente ispirata alle foto che l'artista scattò negli anni 80 durante le rivolte di Tompkins Square a NYC, ma che allo stesso tempo riecheggia il trattamento riservato dalle autorità cinesi a Wei Wei solo pochi mesi fa ( fatti riguardo i quali il governo ha assolutamente vietato di discutere con la stampa, specialmente quella occidentale). Una maniera 'nascosta' ed incontestabile di fare un commentario su quello che sta avvenendo nel suo paese? Forse.
Le fotografie (che vedono come protagonista la modella cinese Sui He) sono state scattate da Max Vadukul in vari quartieri newyorkesi, sotto la stretta vigilanza e direzione di Wei Wei che ha seguito l'intero processo, shooting on location compreso,  via Skype. 
Questa è solo l'ultima di una serie di collaborazioni 'nobili' che la rivista americana ha portato avanti nel corso degli anni (si vedano Richard Prince o Maurizio Cattelan), ma assume un tono molto più solenne considerando che solo fino a pochi mesi fa non si aveva alcuna idea della sorte dell'artista Cinese. Il numero uscirà a fine Ottobre (primi di novembre dalle nostre parti, si spera).
Ecco una full preview in black&white dell'editorial:


Enforced Disappearance
Sui He by Max Vadukul
Artwork by Ai Weiwei

giovedì 15 settembre 2011

Riccardo Tisci + Matthew Stone x Dazed & Confused's 20th year anniversary: EX STASIS

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Fotografate da Matthew Stone sotto la direzione artistica di Riccardo Tisci e con l'aiuto di Katy England per lo styling, le muse dello stilista pugliese indossano capi iconici delle collezioni ready to wear e haute couture che ha creato negli ultimi 6 anni. Lea T, Mariacarla Boscono, Kasia Struss, Saskia de Brauw, Willy Cartier. 

mercoledì 31 agosto 2011

Garage magazine : Slimane, Knight, Hirst, Chapman, Prince e gli scandali

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Dasha Zhukova, classe 1981, nella vita ha fatto un po' di tutto: è stata modella ma anche editor in chief di POP magazine (esperienza non particolarmente fortunata), ha un brand di moda ma fa anche la 'filantropa' (finanziando varie fondazioni per la promozione dell'arte contemporanea). Essere figli di loschi multimiliardari russi può servire a qualcosa. Ma lasciamo perdere. Dopo la sua fallimentare esperienza come editor in chief di POP, la Zhukova si è ritirata a vita privata (o quasi), ed ha continuato ad occuparsi della galleria d'arte che aveva fondato a Mosca nel 2008, Garage. Entusiasta e con qualche soldo da buttare, ha ora deciso di fondare una propria rivista, con lo stesso nome della galleria. Il primo numero di GARAGE Magazine uscirà in tutto il mondo il 5 Settembre (impossibile sapere se sarà reperibile in Italia, forse Corso Como 10?). Rivista d'arte che strizza l'occhio alla moda o viceversa? Difficile dirlo. Leggendo alcune recensioni/interviste il sentore che sia una bufala emerge. Giovanna Battaglia, contributor, parla di un editorial - curato da lei e Fulvio Bonavia - in cui tutti gli abiti sono 'ricostruiti' con frutta e verdura. Potrebbe essere interessante, ma anche rivelarsi un disastro. A quanto pare, inoltre,  la rivista ha un (voluto) aspetto 'random', con un misto di fonts e stili editoriali che si susseguono casualmente. Anche qui, potrebbe essere bellissimo, ma anche no. C'è anche da dire, però, che l'art director della rivista è Mike Meiré, già ad di 032c, una delle migliori pubblicazioni attualmente in circolo. Sembra che questa presenza abbia dato i suoi buoni frutti a cominciare dalle copertine del numero di lancio. 3 differenti copertine per collaborazioni inedite tra artisti contemporanei e fotografi di-un-certo-livello. La prima è stata interamente curata da Richard Prince, che ha realizzato una sua personale 'idea' per un tatuaggio:
La seconda vede la collaborazione di Nick Knight e l'artista Dinos Chapman. Una inquietante casa delle bambole con una versione 'marionetta' di Lily Donaldson che si aggira tra le stanze indossando Marc Jacobs e Mary Katrantzou.
Il vero >boom< , però, è stato GIA' causato dalla terza e più controversa copertina: Hedi Slimane fotografa il pube di una ragazza, su cui Damien Hirst himself ha realizzato un tatuaggio. A coprire il tutto uno sticker (Wahrol docet) con una delle iconiche farfalle dell'artista inglese + ironica? citazione di John Baldessari. A quanto pare è già stata definita una delle copertine più scandalose di sempre, e molti retailer hanno rifiutato di venderla. 

sabato 27 agosto 2011

Marina Ambramovic for POP mag FW 11-12

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Non amo particolarmente POP, ma spesso mi trovo a doverlo  comprare per le (ruffianissime) collaborazioni con artisti contemporanei che la rivista australiana presenta. Che sia Murakami (un numero che - devo ammetterlo - funzionava perfettamente, con l'artista giapponese che aveva trasformato il periodico super-glossy  in una sorta di mensile per teenagers nipponiche) 
o Cindy Sherman (in vintage Chanel Couture), c'è sempre qualcosa che mi tenta.
Per l'inverno 2011 sono andati oltre. 4 copertine: una abbastanza irrilevante con Georgia May Jagger versione loser-al-prom circa 93, fotografata però da Gillian Wearing (quindi si spera che contenstualizzata nell'intero ed la foto assuma un'altro senso)* e le altre tre curate da Marina Abramovic.
L'artista appare due volte (meravigliosa la copertina ad edizione limitata hard-cover con il suo volto capovolto in trucco da mimo), mentre la terza ritrae Freja (bizzarra scelta, le motivazioni addotte dal direttore creativo della rivista non mi convincono) con la mini-versione di Marina che la osserva dalle spalle.
Bianco e nero contrastato, design minimal e incisivo. All'interno - as usual - un set di stickers, questa volta curati da Harmony Korine (che fa, tradisce Zahm così?) a tema Arapaho. Sarà quantomeno interessante.
*Un'ultima osservazione. Georgia May indossa un vestito di Dior, dalla collezione haute-couture spring 2011, l'ultima disegnata da John Galliano. E' anomala come scelta, perchè in questo periodo dell'anno si utilizzano, appunto, abiti delle collezioni invernali. Un chiaro segno di supporto a John?

venerdì 22 luglio 2011

R.I.P Lucian Freud

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Si è spento ieri, a 88 anni, l'artista tedesco naturalizzato britannico Lucian Freud. Il suo stile, una sorta di realismo neo-espressionista lo aveva reso uno degli artisti più importanti ed identificabili del secondo 900. Nessuna indulgenza estetizzante, indipendentemente dal soggetto che stava ritraendo. Uno stile unico, un realismo tutto suo, laddove la rappresentazione era più della realtà interiore, delle angosce e delle ansie dei suoi 'sitters', piuttosto che dei tratti esteriori. Una forte presenza, viva, dell'ambiente dell'artista - e quindi una tendenza autobiografia - all'interno dei suoi ritratti. E' proprio per quest'ultima caratteristica, forse, che quando Acne Paper uscì con un numero interamente dedicato agli artisti e il loro rapporto con i loro studi, aprì il numero con una serie di meravigliose fotografie scattate dall'amico e 'fotografo personale'  Bruce Bernard. Alcune immagini inedite che ritraggono il pittore al tempo della sua collaborazione con Leigh Bowery, primi anni 90, nel suo studio sulla Bowery. 
Un'estratto da alcuni 'pensieri' di Bernard su Freud, che funzionano meglio di mille necrologi.

(mi scuso per le ignobili instagram, ma le macchine fotografiche sono tutte già pronte per il Meet In Town)

giovedì 7 luglio 2011

Bjork - Dazed & Confused 200th issue - full editorial

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Oggi mi sento un po' pirata, e molto generosa. E' arrivata - puntuale come sempre - la mia copia 'digitale' di Dazed & Confused e sono talmente innamorata di questo editorial che ho deciso di condividerlo. Sembra di rivedere la Bjork di fine anni 90.... Fotografata da Sam Falls e 'vestita' da Katy England che per l'occasione ha fatto un po' di ricerche d'archivio riscoprendo pezzi dalla collezione Haute Couture FW 89 di Paco Rabanne - accompagnati a McQueen di Sarah Burton e dalla tutina interamente dipinta e decorata a mano che Stefano Pilati ha disegnato per lo spettacolo di Biophilia. Devo ancora leggere l'intervista e il gigantesco speciale sulla creazione del disco/app/spettacolo, ma l'impatto visivo di questo servizio era tale che non potevo esimermi dal condivederlo. Enjoy.