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lunedì 5 dicembre 2011

Takashi Murakami & Yoko d'Holbachie @ Mondo Bizzarro

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L'ultima volta che Murakami è passato da queste parti è stato l'anno scorso, per il suo progetto  site-specific alla Gagosian.  L'artista giapponese torna a Roma nella sua veste più puramente Pop in una mostra organizzata dalla Mondo Bizzarro Gallery che ospiterà alcune litografie originali fino al 10 gennaio. Per contestualizzare i suoi lavori infusi di cultura popolare giapponese, le opere dialogheranno con alcuni slide originali di famosi anime nipponici come Daitarn, Gundam, Daltanious.
Accanto al colorato mondo di Murakami si potranno anche ammirare le opere (dal 10 dicembre in poi) della giovane ma già largamente apprezzata artista pop-surrealista giapponese Yoko d'Holbachie. Come da manuale: citazioni pop di ogni genere, 'mostri' che vedono come referenti musica, cartoons, mass-media e affini realizzati in un impeccabile stile 'tradizionale'.

 (Coming up - su Satellite Voices  - una mia intervista ai curatori delle mostre Dario Morgante e Cristiamo Armati)

mercoledì 12 ottobre 2011

Costume Institute Gala 2012 - Elsa Schiaparelli and Miuccia Prada : On Fashion

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Due innovatrici, due donne eccentriche (ognuna alla propria maniera), ma soprattutto le uniche due figure femminili - veramente - rilevanti nella storia della moda del nostro paese : per la mostra del 2012 il MET Costume Institute di New York rende omaggio a Elsa Schiaparelli e a Miuccia Prada in una double-feature.

Due donne carismatiche, entrambe fortemente legate al mondo dell'arte (chi per filantropia, chi per effettive frequentazioni), padrone di uno stile diretto, libero. Trovo assurdo che tocchi sempre agli 'stranieri' rendere omaggio ai nostri designer più importanti (come è possibile che in Italia non ci sia nessuno in grado di organizzare mostre di storia della moda dignitose?)
L'allestimento della mostra, curato come al solito da Harold Koda ed Andrew Bolton, sarà ispirato alle 'Impossible Interviews' di Miguel Covarrubia che apparivano su Vanity Fair negli anni 30. Circa 80 abiti della Schiaparelli dagli anni 20 ai primi 50 e una selezione di lavori di Miuccia Prada dagli anni 80 al presente. Il surrealismo fantasioso di una andrà a scontrarsi con la sempre rigorosa eccentricità dell'altra, in un 'viaggio' che unisce inizio e fine di un secolo di donne italiane (e non). Tra l'altro, torna utile un aggancio agli anni 20-30 considerando che - come ogni anno accade - la figura 'famosa'  che accompagnera' Anna Wintour e Miuccia Prada nella gestione della mostra è Carey Mulligan, protagonista del Grande Gatsby, in uscita nel 2012.... Sa molto di 'marchettone pubblicitario' se si aggiunge che la carica di 'consulente creativo' di mostra e usuale gala è stata affidata a Baz Luhrmann (regista del film), ma nulla toglie al valore  di una mostra del genere che, ripeto, in Italia sarebbe impensabile realizzare.

martedì 13 settembre 2011

Les Arts Decoratifs - Hussein Chalayan - Fashion Narratives

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Se la mostra di McQueen al MET rientrava nell'ambito del barocco e magniloquente, non è affatto detto che quello sia l'unico modo di esporre la moda. Al mio ritorno in Europa sono riuscita a vedere due delle maggiori mostre dell'anno in ambito di couture (facendo finta che la mostra di Yamamoto a Londra non sia mai avvenuta ... ): Hussein Chalayan a Les Arts Decoratifs e Madame Grès (ancora visitabile grazie ad una fortuita estensione) al Museé Bourdelle di Parigi. 
Di Alix Grès parlerò più avanti (finalmente una mostra con un'allestimento incredibile in cui si potevano fare le foto! Con una vera macchina fotografica! senza guardie pronte a tagliarti le mani!). 
Hussein Chalayan, designer. Ma non solo. In diciassette anni di carriera si è mosso al confine tra architettura design e moda. Rigore intellettuale e perfezione tecnica. Ha esplorato ambiti diversi integrando sculture, video, musica, effetti speciali, arredamento nelle sue collezioni. Colto e politicamente 'conscio', attaccato alle sue origini multiculturali, amante della filosofia (Wittgenstein ritorna ancora una volta), della scienza e dell'antropologia, le sue creazioni sono sempre frutto di un lungo studio intessuto di riferimenti socio-storico-culturali. Poco noto alle masse, è uno dei designer più innovativi dello scorso ventennio, sin da quel 1993 in cui presentò i suoi 'Buried Dresses' alla Central St. Martin's, una serie di indumenti che dopo essere stati seppelliti per qualche mese in un giardino, cambiano aspetto a causa dell'ossidazione.
E' con uno di questi abiti che si apre la mostra, curata dallo stesso stilista, che non segue un ordine cronologico ma 'tematico'. Il suo approccio politico, culturale, geografico e religioso alla moda da un lato, le sue interpretazoni del tempo e dello spazio, del movimento e della scomposizione delle figure canoniche dall'altro. Oltre agli abiti, tra le altre cose esposte mi sembra necessario almeno ricordare le scenografie/abiti di Afterwords, una serie di video dello stilista, a cominciare dall'installazione video presentata alla Biennale Di Venezia (2005) 'Absent Presence' con protagonista Tilda Swinton, e la scultura / installazione che faceva parte del progetto I Am Sad Leyla / Üzgünüm Leyla. In caso vi trovaste a passare per Parigi, la mostra è visitabile fino al 13 novembre.
Panoramic, Fall Winter 1998


Airborne fall witer 2007

 Before Minus Now, spring summer 2000.

 Dolce Far Niente - Spring Summer 2010
 
Kinship Journeys Fall Winter 2003

Kaikoku - fall winter 2011 - già ne avevo parlato in questo post, adoro questa collezione e purtroppo le hanno riservato il posto più ameno di tutta la mostra

Sakoku - Spring Summer 2011

Medea - Spring Summer 2002




sabato 20 agosto 2011

Aleksandr Rodchenko al Palazzo delle Esposizioni

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Uno dei miei preferiti, in assoluto. Un maestro della fotografia e uno dei primi veri innovatori delle arti visive, uno dei creatori del graphic design. Alcune delle immagini da lui create sono parte dell'immaginario pop collettivo anche a quasi un secolo dalla loro prima apparizione. Finalmente il Palazzo delle Esposizioni di Roma una grande retrospettiva porterà nel nostro paese la prima mostra omnicomprensiva dell'enorme corpus di opere lasciato dall'artista russo. Organizzata dal Moskow House of Photography Museum (il primo museo russo dedicato alla fotografia, nel quale è raccolto il patrimonio artistico di Rodchenko) e  curata da Olga Sviblova nell’ambito del programma di scambio culturale Italia-Russia, raccoglierà oltre 300 opere tra tra fotografie originali, fotomontaggi e stampe vintage. 

La mostra sarà visitabile dall'8 Ottobre fino a Gennaio 2012.