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venerdì 17 giugno 2011

Rodarte Couture - collezione esclusiva per Pitti W

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Seta, swarovski, metallo, chiffon, alta sartorialità, applicazioni metalliche, l'usuale delicatezza e attenzione ai particolari delle sorelle Mulleavy e una scala di colori che vanno dai pastelli più lievi al blu elettrico. E' questa la collezione creata da Rodarte in esclusiva per Pitti W, presentata oggi e che rimarrà in esposizione in un palazzo abbandonato di Firenze fino alla fine della manifestazione. Fonti di ispirazione delle due sorelle californiane sono stati gli affresci del Beato Angelico nel Convento di San Marco e L'estasi di Santa Teresa del Bernini. Al termine dell'installazione la collezione verrà donata al Los Angeles County Museum of Art. Se siete a Firenze nel weekend, fateci un salto.

mercoledì 30 marzo 2011

Rodarte in Italia: guest designers a Pitti W.

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Sono stati annunciati gli 'ospiti' di Pitti Uomo (e W.) di quest'anno. Per gli uomini Scott Sternberg di Band of Outsiders (sopravvalutato brand americano) e per le donne Laura e Kate Mulleavy di Rodarte. Le sorelle californiane presenteranno una collezione speciale per Pitti W. - giunto alla settima edizione -  che si terrà dal 14 al 17 giugno. Sarà interessante vedere cosa ideeranno per l'occasione, considerando che il loro stile sta cambiando velocemente e che questa volta presenteranno le loro creazioni ad un pubblico estremamente diverso da quello della New York Fashion Week.
Non spendo ultieriori parole sulle sorelle Mulleavy (alle quali ho dedicato numerosi post) e chiudo il post con questa foto:
Devendra Banhart in Rodarte by Lauren Dukoff

domenica 9 gennaio 2011

Black Swan megapost: Aronofsky, you're better than this

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Da dove iniziare? I problemi di 'Black Swan' sono talmente numerosi che tanto varrebbe fare un freddo elenco in ordine di apparizione. 
Il dubbio che il film che hai tanto atteso (e per il quale ti sei disperata per mesi dopo averlo perso a Venezia) non sia proprio questo capolavoro arriva a circa 2 minuti dall'inizio... perchè davvero, caro Aronofsky... i mostri? Che saranno pure vestiti Rodarte, ma pur sempre di mostri (dalle sembianze che riportano alla mente i vampiri di Buffy) si tratta.
faccia basita perenne
Passiamo oltre. Dopo questa specie di intro che forse negli intenti del regista doveva dare una chiave di lettura al film, creare un mood generale - ma alla fine ti fa solo fare una risata, veniamo proiettati nel mondo di Nina-Natalie Portman.
Avevo letto molto riguardo 'l'incredbile performance' della Portman... Ma stiamo scherzando? Delle facce che neanche Corinna negli Occhi del Cuore. Cagna pure in foto (cit.). Questo sarà uno di quei pochissimi casi in cui il doppiaggio non potrà che giovare al film. Vi assicuro che 2 ore di vocina piagnucolante (e le sue facce, non dimentichiamole) sono una dura prova per il sistema nervoso. 
Ma tralasciamo il discorso recitazione e torniamo alla quotidianità di Nina. Una cosa è chiara sin dall'inizio: la sceneggiatura ha dei crateri ovunque, e le dinamiche tra i personaggi ne sono l'esempio più lampante.  Benchè sia ovvio che il rapporto con la madre non è dei più sani, nulla ci viene detto/mostrato per spiegarci perchè. Potrebbe essere voluto, ma a che pro? Tutte le scene casalinghe sono totalmente staccate dal resto del film, reazioni spropositate e over acting si susseguono in un turbine di fastidio (il mio).
Arriviamo poi al Metropolitan. Se c'è una cosa da riconoscere ad Aronofsky è la bravura nel creare delle immagini e delle composizioni esteticamente impeccabili. Ogni singola scena di balletto è perfetta. Montaggio, movimenti, fotografia... nulla è lasciato al caso, e tutto risulta gradevole e sublime. Anche troppo. L'intero film ruota intorno al discorso del 'doppio', dell'altro', il concetto, però, è gia insistito molto a livello di storia, sovraccaricare le immagini di specchi e riflessi rende tutto troppo forzato, costruito, non spontaneo.
Anche la musica non aiuta. Clint Mansell riesce sempre a creare atmosfere cupe senza mai scadere nello scontato, qui invece si attiene a partiture più tradizionali e non aggiunge nulla all'atmosfera già vacua. Forse le intenzioni erano quelle di richiamare il tema della danza classica, ma quella intesa musica+immagini che rende l'alleanza del musicista col regista così proficua, qui manca. 
Insomma, le tanto ricercate oscurità, alienazione e paranoia non arrivano mai. A volte si scade addirittura nel grottesco. Le scene di autoerotismo sono la cosa meno sensuale di sempre. Anche il tanto decantato rapporto saffico tra la Portman e (una bellissima, sexy, e anche brava) Mila Kunis, non funziona. Non si riesce a entrare nel film. Più che thriller psicologico, il film rientra nel genere 'ragazzina frigida e ossessionata da se stessa che piagnucola per un'ora e 45'. 
Questo modo di mostrare le turbe e le ossessioni di una giovane donna forse può richiamare l'attenzione di qualche adolescente, ma guarderò con sospetto (e disgusto) a qualsivoglia adulto che affermerà che è una superfichissima introspezione nelle problematiche femminili. NO. E non mi fate neanche iniziare sui (divertenti) exploit di sangue e violenza che ogni tanto fanno capolino. Tutto così esplicito, forzato. Di psicologico, qui, non c'è nulla. 
introspezione, metamorfosi? No.
Non ho letto molte critiche, ma immagino già esaltati estimatori che lauderanno il lavoro di allegoria sulla storia del lago dei cigni, il doppio,ecc. Il problema è che qui non c'è allegoria o rivisitazione. E'  ESATTAMENTE LA TRAMA DEL LAGO DEI CIGNI. Trasposta male e in maniera orribilmente prevedibile (se non risibile, a tratti) da un regista che ha provato più volte di saper fare di meglio. Che delusione, Aronofsky.
Qualcosa da salvare, in ogni caso, c'è. Oltre alla generale bellezza d'insieme del film, un meraviglioso, sensuale e vitale Vincent Cassell che rialza un pò il tono. Sono rimasta anche piacevolmente stupita dal suo meraviglioso inglese. Anche il suo personaggio è scontato e prevedibile, ma quantomeno è un piacere per gli occhi e le orecchie. Mila Kunis, piacevole scoperta, brava, bellissima, VIVA. Winona Ryder, in una parte molto più marginale di quanto non vogliano farvi credere, ma quantomeno la rivediamo sullo schermo... la adoro. 

Last but not Least, i costumi firmati dalle sorelle Mulleavy, che già nelle loro collezioni citano molto spesso il balletto, e qui creano abiti che completano i (fragili) personaggi in maniera sublime. In particolare, l'abito da sera che Nina indossa al galà al Metropolitan è incredibile. (Non ci sono foto reperibili online, purtroppo). Per la serie: il film è brutto, ma almeno ci sono i vestiti di Rodarte.

In ultima istanza: questi quattro poster.

Ps. non voglio mai più guardare un film con Natalie Portman in vita mia. MAI.
PPs. il sottotitolo del film avrebbe dovuto essere 'mani di chiunque che si posano sulla vagina di Natalie Portman e poi qualcuno balla'.

lunedì 13 dicembre 2010

When RiotGrrls grow up, they read Lula Mag

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Dopo qualche difficoltà nel reperirlo (eh si, da quando ha chiuso 'Messaggerie Musicali - Mondadori', a Roma è praticamente impossibile trovare riviste straniere, c'è solo un'edicola mediamente fornita - e non vi dirò qual'è, altrimenti poi a me non rimane nulla), ho preso il numero di Lula curato dalle sorelle Mulleavy. Non mi sono mai interessata troppo alla rivista perchè mi è sempre sembrata stucchevolmente Girly (troppo, per i miei gusti). Tra l'altro, aggiungerei, non è possibile seguire e comprare tutte le pubblicazioni del mondo. Questo numero è una storia diversa. Guest-edited da Laura e Kate Mulleavy, è un concentrato di interviste e articoli estremamente aderenti ai miei interessi e retrospettive sul mondo-Rodarte.

Da Kim Gordon e i suoi quadri, in un'intervista in cui parla di qualsiasi cosa, da Los Angeles all'essere madre...  

... passando per un essay sulla ballerina russa Anna Pavlova di Marianne C. Moore che ha ispirato le due stiliste mentre creavano i costumi per Black Swan di Aronofsky, accompagnato da alcune foto dei fitting degli abiti di Natalie Portman ...


... per approdare a una chiacchierata delle due sorelle con Exene Cervenka (uno dei miti assoluti della mia adolescenza)

si spazia tra moda, cinema, musica e arte. A cominciare da copertina + servizio interno fotografati da Nan Goldin, con una bellissima Charlotte Gainsbourg in Rodarte:
Sofia Coppola che intervista Milena Canonero

un tributo a  Louise Bourgeois

 un dialogo di Laura con Agnes Varda (con introduzione di Jane Birkin)

un lungo articolo su Sophie Calle, con tanto di intervista per lei alle cui domande, però, risponde Nick Cave

un servizio-retrospettiva con abiti Rodarte di collezioni passate e un'intervista+editorial a Kristen Dunst  con styling di Laura e Kate 
E ancora... molti editorial (non tutti ben riusciti, ahimè), una 'chiacchierata' tra Laura Mulleavy e Vivienne Westwood, servizi e interviste a Thurston Moore, Cindy Sherman, Zoe Cassavetes, Evan Dando e Juliana Hatfield, Jason Schwartzman, e un'intervista a S.E. Hinton, la prima donna a vincere il Turner Prize.

Inoltre, un serivizio abbastanza trascurabile di Ellen Von Unwerth, di cui ho un paio di scan in HQ:



Per concludere, 4 pagine di figurini per creare la propria paper-doll vestita Rodarte.
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Insomma, un numero da avere assolutamente se si amano queste due californine e se a 15-16 si ascoltavano le Babes in Toyland e gli X. Certo, è  un po' un mix di vari stereotipi, ma almeno sono interessanti (... a differenza di molte altre riviste in giro questo mese...).

mercoledì 15 settembre 2010

Slaves to the details, an ode to Rodarte

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Le sorelle Mulleavy hanno abbandonato lo stile romantico, gotico e decadente che ho sempre amato
rodarte SS10
rodarte fw10
Rodarte SS09
Kim Gordon in Rodarte SS09


 
Rodarte fw08
Rodate SS08
rodarte FW07

sempre corredato dalle scarpe più interessanti sulla scena: 
Louboutin x Rodarte FW08

Kirkwood x Rodarte SS10
Kirkwood x Rodarte FW10

Per una collezione più pacata e 'indossabile', in larga parte non esattamente di mio gusto, ma incredibilmente rifinita e con dei dettagli incredibili. Non importa cosa facciano,  non mi deludono mai.
Rodarte Spring-Summer 2011 New York Fashion Week:

 
  

L'unica pecca, questo vestito:

inconcepibilmente simile a quel miniabito nero da Prada SS10

E le scarpe. che sono assai brutte.

  
Chiudo con una foto di Laura e Kate dall'editorial di Harper's Bazaar in cui vari designers si mascherarono... tutti ricordano il Karl Lagerfeld gangsta rap, ma c'erano anche loro (e Caroline Trentini):

Ps. Uno dei motivi per i quali voglio assolutamente vedere Black Swan al più presto, aldilà della fiducia in Aronofsky, sono i costumi, tutti ad opera delle sorelle-Rodarte.

Natalie Portman in Black Swan
Natalie Portman all'anteprima di Black Swan al festival di Venezia, in un vestito di Rodarte costum made