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giovedì 20 ottobre 2011

Damien Hirst & RANKIN “Myths, Monsters and Legends”

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The beatuy of ugliness. 
Il fotografo inglese Rankin e Damien Hirst hanno una lunga amicizia e una serie di collaborazioni alle spalle. Il loro ultimo progetto insieme si chiama "Myths, Monsters & Legends".  On-view alla Rankin Gallery di Los Angeles  fino al 7 Novembre,  arriverà in Europa (alla Annroy Gallery di Londra) poco dopo. I due creativi inglesi hanno scavato nel mito, nel folklore e nell'immaginario magico-fiabesco per creare una serie di immagini sospese nel tempo, tra mostruosità inquietanti e bellezza eterea, grazie anche al soggetto scelto, la modella Dani Smith. Il numero di Dazed & Confused di Novembre, interamente dedicato alla fotografia, dedica uno spazio speciale alla mostra, pubblicando una lunga conversazione tra Hirst e Rankin (che, ricordiamo, è stato il co-fondatore della rivista) e alcune immagini in esclusiva (una sorta di preview del libro-catalogo della mostra già acquistabile) . Eccole:

 


mercoledì 31 agosto 2011

Garage magazine : Slimane, Knight, Hirst, Chapman, Prince e gli scandali

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Dasha Zhukova, classe 1981, nella vita ha fatto un po' di tutto: è stata modella ma anche editor in chief di POP magazine (esperienza non particolarmente fortunata), ha un brand di moda ma fa anche la 'filantropa' (finanziando varie fondazioni per la promozione dell'arte contemporanea). Essere figli di loschi multimiliardari russi può servire a qualcosa. Ma lasciamo perdere. Dopo la sua fallimentare esperienza come editor in chief di POP, la Zhukova si è ritirata a vita privata (o quasi), ed ha continuato ad occuparsi della galleria d'arte che aveva fondato a Mosca nel 2008, Garage. Entusiasta e con qualche soldo da buttare, ha ora deciso di fondare una propria rivista, con lo stesso nome della galleria. Il primo numero di GARAGE Magazine uscirà in tutto il mondo il 5 Settembre (impossibile sapere se sarà reperibile in Italia, forse Corso Como 10?). Rivista d'arte che strizza l'occhio alla moda o viceversa? Difficile dirlo. Leggendo alcune recensioni/interviste il sentore che sia una bufala emerge. Giovanna Battaglia, contributor, parla di un editorial - curato da lei e Fulvio Bonavia - in cui tutti gli abiti sono 'ricostruiti' con frutta e verdura. Potrebbe essere interessante, ma anche rivelarsi un disastro. A quanto pare, inoltre,  la rivista ha un (voluto) aspetto 'random', con un misto di fonts e stili editoriali che si susseguono casualmente. Anche qui, potrebbe essere bellissimo, ma anche no. C'è anche da dire, però, che l'art director della rivista è Mike Meiré, già ad di 032c, una delle migliori pubblicazioni attualmente in circolo. Sembra che questa presenza abbia dato i suoi buoni frutti a cominciare dalle copertine del numero di lancio. 3 differenti copertine per collaborazioni inedite tra artisti contemporanei e fotografi di-un-certo-livello. La prima è stata interamente curata da Richard Prince, che ha realizzato una sua personale 'idea' per un tatuaggio:
La seconda vede la collaborazione di Nick Knight e l'artista Dinos Chapman. Una inquietante casa delle bambole con una versione 'marionetta' di Lily Donaldson che si aggira tra le stanze indossando Marc Jacobs e Mary Katrantzou.
Il vero >boom< , però, è stato GIA' causato dalla terza e più controversa copertina: Hedi Slimane fotografa il pube di una ragazza, su cui Damien Hirst himself ha realizzato un tatuaggio. A coprire il tutto uno sticker (Wahrol docet) con una delle iconiche farfalle dell'artista inglese + ironica? citazione di John Baldessari. A quanto pare è già stata definita una delle copertine più scandalose di sempre, e molti retailer hanno rifiutato di venderla. 

mercoledì 5 gennaio 2011

Link: The Most Overrated Artists of the Decade

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Matt Gleason, critico d'arte del Coagula art mag, stila una classifica degli artisti più sopravvalutati della decade per l' Huffington Post.
Certo, prendersela con i più famosi e popolari artisti viventi non è proprio una di quelle imprese impossibili, in ogni caso solleva spunti interessanti - a prescindere dalla stima che si può avere per i soggetti presi in esame. Non sempre originali o condivisibili (mi sembra tardi per accorgersi che Banksy non è piu un ribelle e che il suo street cred è inesistente o che Hirst è molto bravo a capire cosa piace alla gente ricca... Ma davvero?), ma quantomeno divertenti, brevi e - forzatamente - argute considerazioni su una serie di artisti, dal già citato Hirst fino a Murakami, passando per il nostro Cattelan e Fairey. 
Per esempio... che Murakami sia oramai diventato una macchina produci-gadget è anche vero, ma perchè gettare con nonchalance delle connessioni azzardate con la pedofilia? E ancora... quel discorso senza senso su Kara Walker dove vorrebbe andare a parare? La maniera in cui accusa gli altri di velato razzismo lo rende ambiguo. 
Il tutto è qui, Gleason riesce a spaziare tra pungenti commenti e lamentele degne della più imparruccata delle zie. 

martedì 28 dicembre 2010

10 artists, 10 interviews in 2010

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In attesa del lancio di un progetto del quale ancora non posso parlare, la sezione Art di Dazed Digital ha stilato una sorta di 'top ten' delle interviste che sono state pubblicate in questo 2010. Da Antony Gormley a Marina Abramovic, passando per Henry Rollins, dieci interessanti intervisti con artisti di ogni genere:

David Bailey - Un'intervista rilasciata prima dell'apertura della sua prima mostra di sculture, in cui il fotografo parla della vita, della morte e dell'animismo


Matthew Stone e Marina Abramovic - I due performance artist discutono di teatro e mortalità in occasione della mostra della Abramoic alla Lisson Gallery



Antony Gormley - Lo scultore parla della sua personale 'Test Sites' alla White Cube gallery, in cui troneggiava cui una struttura fluorescente in una sala buia, portando a una serie diconsiderazioni sulla vita e la morte, la meditazione e l'umanità in generale.


Damien Hirst - In occasione della sua ultima mostra, The Souls, Hirst spiega a Dazed perchè secondo lui tra un fiore appassito e una carcassa di un animale morto non c'è alcuna differenza... e del perchè proprio le farfalle.

Billy Childish - Pittore, musiscita, scrittore, uno dei pochi veri outsider rimasti in Inghilterra, in una lunga intervista discute dell'arte, dell'autoreferenzialità di alcuni aristi, riflette sulla vita e sull'autodistruzione.


Peter Blake - Il padrino del  movimento Pop Britannico ha reso omaggio a dieci artisti che lo hanno ispirato  (da Matisse a Hirst  passando per Schwitters e Ruschenberg) con una serie di collages - assemblaggi di varia natura


David Shrigley - Un'esclusiva videointervista per DD in cui l'artista discute di ratti, brutti disegni e del suo senso dell'oscurità direttamente dalla sua casa di Glasgow


Keith Tyson - Vincitore del Turner Prize, l'artista parla della sua ultima mostra a New York, in cui ha presentato 52 dipinti sul retro di carte da gioco, discute l'influenza che la scienza, le stelle e l'occulto hanno avuto su di lui e il suo lavoro.


Henry Rollins - Musica, Politica (in senso lato), Rabbia...Un disincantato Henry discute dei temi che animano i suoi spoken word e le altre attività che porta avanti.


Sophie Call - Una digressione sull'amore, la perdita e la creazione, in occasione di una mostra dell'artista in cui una serie di mixed-media  celebravano la vita commemorando la scomparsa della madre.