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venerdì 1 luglio 2011

Pop Movie Icons go Neon

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La moda delle locandine di film (e serie tv, a volte) versione minimal va avanti oramai da qualche anno. Da tumblr a flickr a siti di nerd vari, centinaia di (bravi o meno bravi) graphic designers si sfidano in sofisticate rendition delle immagini chiave di film vari. Mr Whaite è uno di loro, in linea di massima. Lui però - ad esclusione di alcuni lavori trascurabili e più accostabili a certi comics U.S.A. che a un progetto grafico ben definito - ha una ossessione: i neon signs. Quale modo migliore di coniugare un'ossessione per le icone più pop della storia del cinema e quella per i pacchiani segnali al neon che ricordano la Las Vegas dell'epoca d'oro? Delle gif animate tanto fluo quanto dirette. Da brava amante del kitsch in tutte le sue forme non posso che inchinarmi, apprezzare e condividere. Qui il suo tumblr , e di seguito alcune delle sopracitate 'opere'.


MR.WHAITE

The Star Wars saga : A New Hope - The Empire Strikes Back - Return of the Jedi

Psycho

The Shining

Pulp Fiction

Batman (Tim Burton's)

Back To The Future


martedì 22 marzo 2011

Satellite Voices - 1

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Il blog è stato leggermente e momentaneamente abbandonato a sé stesso perché è in arrivo un progetto molto più 'importante'.

Da Dazed & Confused di Aprile 2011:
Il Dazed Group ha ritenuto Roma all'altezza del suo nuovo sito / piattaforma multimediale.
Maggior informazioni arriveranno col lancio del sito, il 24 Marzo: Satellite Voices 

mercoledì 16 febbraio 2011

Who are The Suburbs and why are they on my tv?

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Dopo la vittoria degli Arcade Fire ai Grammy Awards, un crescente e lamentoso coro  si è alzato dal web.... Who the fuck is Arcade Fire? Twitter, Facebook, Message Boards di vario genere pullulano da giorni di lamentele e richieste di spiegazioni riguardo questa vittoria. Per quanto possa sembrare bizzarro, viviamo in un momento storico in cui una band indipendente può arrivare al #1 delle classifiche di mezzo mondo (Stati Uniti compresi)  senza che la maggior parte della gente se ne accorga. Questa discrepanza tra copertura sui media ed effettivo interesse nei confronti di un musicista/gruppo potrebbe far riflettere. Siamo all'esatto opposto di Lady Gaga, un manichino ambulante che brands di vario genere si litigano fino all'ultimo sangue. Senza soffermarsi a indagare i perchè dietro questo paradosso della musica moderna, è molto più divertente sedersi e guardare la strana dinamica che questi 'eventi' hanno innescato. Dopo anni di indie snobbery, c'è stata un'inversione di rotta. Gli adepti di Bieber/Gaga/Eminem si ribellano. Chi sono gli Arcade Fire, ma chi li ha mai sentiti, ma hanno mai venduto un disco?, perchè sembra che siano appena usciti da una fattoria?(questa mi ha fatto molto ridere), guarda che non si chiamano arcade fire, quello è il titolo della canzone, loro sono i The Suburbs. Pop fans of the world united, urlate il vostro disappunto!
La evidente confusione di Barbara Streisand nel leggere il nome del vincitore è stata solo l'inizio.
Il giorno dopo i grammy è anche nato questo tumblr, che raccoglie le confuse e arrabbiate reazioni della gente : http://whoisarcadefire.tumblr.com/.
Dal canto loro, gli Arcade Fire sembrano essere ben consci di questa incredulità generale (essendo loro i primi a non crederci) e ieri sera, dopo aver vinto ben due premi ai Brit Awards, Win Butler ha ben pensato di consigliare alla gente di andare su google e scoprire chi sono questi contadini che stanno vincendo premi in ogni dove:
Hanno anche suonato Ready to Start,  e stavolta è andata meglio che ai grammy:

Comunque, mentre nel resto del mondo artisti indipendenti vincono premi (che almeno nominalmente sono) prestigiosi, da noi è iniziato SanRemo (con raccapriccianti dati di ascolto, tra l'altro). Non c'è neanche la remota possibilità che io lo guardi, ma mi tengo aggiornata qui.

Best Band of 2010, Worst Dressed Band of all time. Love.

domenica 9 gennaio 2011

A visual history of Daft Punk's helmets

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La cosa rubbbata del giorno. Un'infographic dal blog di wired.it

Via.


(Perchè avrei tanti film da recensire, mostre da segnalare, news da riportare, ma non mi va. Magari domani.)

martedì 28 dicembre 2010

10 artists, 10 interviews in 2010

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In attesa del lancio di un progetto del quale ancora non posso parlare, la sezione Art di Dazed Digital ha stilato una sorta di 'top ten' delle interviste che sono state pubblicate in questo 2010. Da Antony Gormley a Marina Abramovic, passando per Henry Rollins, dieci interessanti intervisti con artisti di ogni genere:

David Bailey - Un'intervista rilasciata prima dell'apertura della sua prima mostra di sculture, in cui il fotografo parla della vita, della morte e dell'animismo


Matthew Stone e Marina Abramovic - I due performance artist discutono di teatro e mortalità in occasione della mostra della Abramoic alla Lisson Gallery



Antony Gormley - Lo scultore parla della sua personale 'Test Sites' alla White Cube gallery, in cui troneggiava cui una struttura fluorescente in una sala buia, portando a una serie diconsiderazioni sulla vita e la morte, la meditazione e l'umanità in generale.


Damien Hirst - In occasione della sua ultima mostra, The Souls, Hirst spiega a Dazed perchè secondo lui tra un fiore appassito e una carcassa di un animale morto non c'è alcuna differenza... e del perchè proprio le farfalle.

Billy Childish - Pittore, musiscita, scrittore, uno dei pochi veri outsider rimasti in Inghilterra, in una lunga intervista discute dell'arte, dell'autoreferenzialità di alcuni aristi, riflette sulla vita e sull'autodistruzione.


Peter Blake - Il padrino del  movimento Pop Britannico ha reso omaggio a dieci artisti che lo hanno ispirato  (da Matisse a Hirst  passando per Schwitters e Ruschenberg) con una serie di collages - assemblaggi di varia natura


David Shrigley - Un'esclusiva videointervista per DD in cui l'artista discute di ratti, brutti disegni e del suo senso dell'oscurità direttamente dalla sua casa di Glasgow


Keith Tyson - Vincitore del Turner Prize, l'artista parla della sua ultima mostra a New York, in cui ha presentato 52 dipinti sul retro di carte da gioco, discute l'influenza che la scienza, le stelle e l'occulto hanno avuto su di lui e il suo lavoro.


Henry Rollins - Musica, Politica (in senso lato), Rabbia...Un disincantato Henry discute dei temi che animano i suoi spoken word e le altre attività che porta avanti.


Sophie Call - Una digressione sull'amore, la perdita e la creazione, in occasione di una mostra dell'artista in cui una serie di mixed-media  celebravano la vita commemorando la scomparsa della madre.

domenica 14 novembre 2010

Voulez vous un rendez vous: Amanda Lear interviewed by Riccardo Tisci

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Riccardo Tisci: What do you feel Dalí taught you?


Amanda Lear: He taught me how to be an entertainer. Hanging out with him was a bit like being around Elvis because he behaved like a rock star, surrounded by all sorts of hangers-on. Whenever there was a camera crew around, immediately he changed the way he spoke and moved. So from him I learned how to manipulate the media when you want people to talk about you.


In pieno stile Interview, V magazine pubblica online un'interesssante  chiacchierata-intervista tra Amanda Lear e Riccardo Tisci, corredata da un set di foto di Willy Vanderperre in cui Amanda indossa abiti Givenchy.

La trovate Qui.

domenica 7 novembre 2010

Gavin Watson : Neville

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He's just an old skinhead from Wycombe...



A Gavin Watson, più di qualsiasi altro fotografo di moda e non, devo il mio iniziale interesse per la fotografia. La prova vivente che la passione e un buon occhio valgono più di ogni scuola o corso. Gavin iniziò a fare foto da ragazzino, fotografando il fratello e i loro amici e cosa succedeva intorno a loro. Qualche anno più tardi, molte di quelle foto fatte con la sua Zenit TTL, finirono in 'Skins', uno dei libri più rappresentativi del movimento skinhead inglese degli anni 80 (forse il più rappresentativo, insieme a  Skinhead di Nick Knight, che ha poi spostato il suo centro d'interesse verso la sperimentazione, la moda e la fotografia manipolata digitalmente). Sono passati 30 anni, ma lo stile 'personale', quasi familiare della fotografia di Watson non è cambiato. Lavora per svariate pubblicazioni di musica e moda, ha pubblicato un'altro libro per Vice Press (Skins & Punks), fotografa 'modelli', gente di strada e gruppi musicali, e quel  senso di spontaneità che c'era nelle foto che faceva da adolescente ancora rimane. Venerdì 4 novembre si è aperta a Londra, nello Studio55, flagsihp store della 55DSL (che ha appena prodotto una maglietta con una foto di Gavin), una mostra personale del fotografo. "Neville" dal nome del fratello, soggetto prediletto delle sue prime fotografie:

Nev was everything I wasn't; out going, popular, cool and the girls loved him. He was my muse and the most  famous unfamous person I have ever known, everyone loved him. He never minded being in front of the camera he was bit of poser as all skinheads are. Back then it was all about the dress up, whether he was a skinhead or a raver he always looked the part and that's kind what made him such a good subject, although I never thought about that at the time, I had to get to my 40's before I realised this. There came a point though for the sake of our relationship, where we both needed some time out to go and do our own thing which is what we did, although Nev continued to be a huge influence in my life - that's what this exhibition 'Neville' is all about and I really hope that comes across. 

Alcune foto conosciute e alcuni inediti per questa mostra curata dallo stesso Watson, che includerà i soliti soggetti di quegli anni 80 in bianco e nero, dai familiari ai gruppi del tempo. Una mostra che si aggiunge ad altri progetti che il fotografo sta portando avanti. A quanto pare, infatti,  il fotografo sta lavorando a un   nuovo libro, questa volta incentrato sulle sue fotografie di musicisti della metà degli anni 80 (da Morrissey ai Madness), che ha intenzione anche di promuovere con delle mostre in giro per l'Europa. 
Mentre aspetto, oltretutto impossibilitata ad andare a vedere questa mostra (se passate per Londra prima del 21 novembre, almeno voi, passateci), segnalo il blog di Gavin, già presente tra i miei links, aggiornato quasi giornalmente con foto di oggi e di ieri, di gente trovata per la strada e di cantanti e musicisti famosi, sempre nel suo inconfondibile stile 'candid' ma mai sciatto.





(foto della mostra via Dazed Digital)

giovedì 21 ottobre 2010

Il popolo di Facebook grida vendetta.

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A volte penso di allargare i confini di questo incerto blog e inoltrarmi in pungenti social commentaries. Considerando il tempo che passo a procrastinare le cose che dovrei fare ogni qualvolta incappo in alcune pagine di facebook (vedi, ad esempio, l'inconcepibile ed incomprensibile arcano di Camorra and Love), potrei ricavarne almeno un paio di post al mese. Facebook è un'enorme e sconfinata discarica del genere umano. Fortunatamente nella mia homepage non scorrono memorial di soldati morti o del piccolo samuele, ma ogni volta  che accade qualche evento rilevante per la cronaca (leggi TG1 e Barbara D'urso), mi  piace fare incursione nella rabbia dei benpensanti cibernetici. Il caso Sarah Scazzi è incontenibile. Passare in rassegna lo sciacallaggio mediatico che ne stanno facendo è umanamente impossibile. La necrofilia ha innescato delle reazioni così variopinte che si va oltre il  disgusto per la pochezza mentale della gente, l'unica cosa che si può fare è sedersi e lasciarsi intrattenere. La folle frenesia con cui tutti vogliono contribuire a 'checchifarei io allo zio di sarah scazzi, quando c'era lui questo non sarebbe successo' va oltre ogni mio più selvaggio pensiero. Ci sono cose che se le leggessero Eli Roth e Leigh Whannell si chiuderebbero in una stanzetta a piangere perchè non ci avevano pensato loro per primi. L'impulso di iniziare a commentare a questa follia collettiva è forte...  Stai lì lì per cedere... però poi apri l'homepage di blogger e tra le update trovi questi due post da  7yearwinter, e risparmiandoti lo sforzo di essere arguta, ti limiti a linkarli.

Chi uccide meglio l'uccisore

Death is the Road to Awe

sabato 18 settembre 2010

Beastie Boys Roundup

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Lasciamo perdere Tarantino, Machete, il docufiction di Joaquin Phoenix  e quant'altro. Il vero motivo per amareggiarsi di non essere andata a Venezia è un'altro. Come temevo/sospettavo, Adam Yauch (aka MCA, aka uno degli uomini più meravigliosi del mondo), nella sua nuova veste di produttore-distributore, era al Festival.
Non avrei avuto la certezza se, per alcune bizzarre questioni di alloggio, il direttore di GQ Italia non si fosse ritrovato a passare un paio di giorni con Adam. In un blog molto personale, Michele Lupi racconta di questa esperienza veneziana, tra pranzi all'harry's bar e incontri con Sofia Coppola, ne esce un ritratto molto personale e umano di Adam, che tra le altre cose dice che dopo 1 anno di cure pare abbia finalmente trovato un sistema che funzioni. Questo spiega anche l'ennesimo rinvio  - a data da destinarsi - di Hot Sauce Committee pt.1, l'ottavo disco dei Bestie Boys che sarebbe dovuto uscire a settembre 2009. Per chi è fan, è una bella lettura. Certo, se si fosse parlato meno di Jovanotti sarebbe stato più interessante, ma tant'è. Per leggere il blog del direttore, andate qui.

Sempre sul fronte Beastie Boys, sul sito della Propellerhead (no non il gruppo, è una società che produce Reason, che a quanto ho capito è un super programma per fare samples, loops, ecc) sono emerse due interviste con Adam Horovitz, una più tecnica, in cui tesse le lodi del sopracitato programma (o quantomeno ci prova, cambiando discorso mille volte e parlando di cose a caso), e un'altra in cui racconta un po' di aneddoti, dal perchè iniziarono a fare rap a quanto umiliante fu vedere 'fight for your right' (che era nata come gag/presa in giro di un certo tipo di giovane americano) diventare un inno per gli stessi che voleva attaccare, quanto fu facile perdere il senso della realtà quando erano giovani e famosissimi, e altro, da Mario Caldato al fatto che fu lui a scoprire e a fare le basi per il primo disco di LL Cool J (ma questo lo sapevamo tutti). Sono di parte, perchè io starei ad ascoltarlo per ore ed ore, ma sono veramente interessanti. E divertenti. Perchè sarà pure un po' invecchiato, la voce si sarà fatta più bassa, ma Adrock rimane pur sempre IL  miglior Beastie Boy.

Qui la seconda intervista, la prima è sul sito



Il post inutile del giorno termina qui. Enjoy.

martedì 14 settembre 2010

Bitch slap Maybelline: Gli Interpol e la Pigrizia

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Nel giorno in cui su PitchDork arriva la recensione di 'Interpol' , ho deciso di fare della blanda pirateria e linkare la bonus track dell'edizione giapponese. Però prima, nonostante reputi l'opinione di pitchfork valida quanto quella di Vittorio Feltri, volevo dire due cose sulla recensione. Il voto è pesantissimo. 4,6. Ora, questo disco non è una meraviglia, ma ha dei pezzi veramente forti, un quattro mi sembra eccessivo. But then again, stiamo parlando di un sito pretenzioso e idiotico. In ogni caso sono veramente felice che qualcuno abbia messo uno stop alle varie recensioni leccaculo che gridano al capolavoro, perchè è un album quantomeno bruttino. Ha 4 pezzi forti (The Undoing, Memory Serves, Lights, Success), alcuni okay ed altri che ricadono nella categoria 'worst songs ever' (Safe without, Try it on, Always Malaise... cos'è sta roba?), con menzione speciale per la bonus track di i-tunes, una delle cose più brutte che abbia mai sentito (Crimewaves). Non è migliore di Turn On The Bright Lights (ho anche letto questo...) nè degli altri. E' un disco molto cupo, amaro, troppo e forzatamente 'dark', di difficile ascolto (ma non perchè sia una geniale opera d'arte, solo perchè alcuni pezzi sono troppo brutti e pretenziosi), e la produzione di Alan Moulder porta benefici e danni in egual misura. Un brutto addio a uno dei gruppi che hanno accompagnato gli ulitmi 8 anni della mia vita. (Continueranno? Non continueranno? Non so. Probabilmente li vedrò una vola in questo tour e poi arrivederci. Non sono più il gruppo che amavo, come formazione, musica, atteggiamento, tutto). Vediamo però cosa dice Pitchdork di condivisibile
the big hooks and builds they do try out seem all the more half-hearted and workmanlike, surrounded as they are by the sound of a band wondering why it bothers trying anything in the first place.
E' vero. Non è un disco spontaneo. Si sente che lo hanno fatto perchè dovevano farlo.
any other version of this band-- happy Interpol, smarmy Interpol, pissed-off Interpol, the tense-and-edgy Interpol of their debut-- would be more entertaining to listen to than the tapped-out, unsure act that shows up here, sounding like people who have come to loathe certain motions but can't stop going through them .
Altra verità. Meglio lasciare perdere a questo punto, no?
Vabè. Passiamo alla bonus track del disco giapponese, Gavilan.  10 anni fa gli Interpol erano un gruppo di giovani newyorkesi di belle speranze e suonavano per i club di manhattan e dintorni distribuendo demo autoprodotti. Di quel periodo girano svariati bootleg live. Un pezzo che i fan hanno sempre amato e che non è mai stato fatto uscire in versione 'studio', era Cubed/Mascara. Apprendere, quindi, che la tanto famigerata 'Gavilan' altro non fosse che Cubed, ha portato gioia e felicità tra i fan. Alcuni hanno anche pensato 'che fico, finalmente fanno qualcosa per farci contenti'. ERRORE. Si è appreso in seguito che il pezzo fu registrato durante le session di Antics, e poi lasciato li a morire per tutti questi anni. Altro che far piacere ai fan. Pigrizia. Estrema pigrizia, tra l'altro, perchè hanno fatto uscire un pezzo di 10 anni fa, registrato 6 anni fa ed addirittura in versione strumentale. Niente 'Bitch slap, Maybelline' per noi. Se volete sentirlo, è qui.
Ps. qualche fan ha chiesto  a Daniel Kessler (dopo tanti anni ...) di chi sono le urla su 5
A quanto pare Carlos a urlare. La 'voce' tutto sembra fuorchè quella di C., ma se lo dicono loro...

lunedì 30 agosto 2010

Arcade Fire - We Used To Wait

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Gli Arcade Fire hanno lanciato oggi il video per il singolo We Used to Wait. Il video è stato creato da Chris Milk (che fino ad ora aveva diretto solo video abbastanza irrilevanti), ed è interattivo. All'inizio vi viene chiesto di scrivere l'indirizzo della strada in cui siete cresciuti. Seguirannno una serie di finestre di varie dimensioni ognuna contenente vari tipi di immagini (video, comptuergrafica, animazioni varie) ad alcune delle quali vi verrà chiesto di interagire. E' una delle cose più originali che abbia visto da molto tempo a questa parte, e la canzone è bellissima. Anche se non sapete chi sono gli Arcade Fire o non vi nteressano, vale una pena dare un'occhiata.
(Il video è ottimizzato per Google Chrome, ma funziona anche su Safari)

Il tutto è QUI.

(Nell'attesa di poter vedere gli Arcade Fire in un posto che non sia l'arena parco nord).

domenica 29 agosto 2010

Beastie Boys known to let the beat.... mmm DROP!

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Il link di più di un'anno fa che proprio mi era sfuggito.

Dei pazzi hanno pensato di raccogliere ogni singola canzone campionata dai Beastie Boys in quasi 30 anni di carriera e farne una lista dettagliata. Le canzoni sono ordinatamente divise per album e per pezzo in cui sono usate. Ci sono brani di ogni genere, da When The Levee Breaks dei Led Zeppellin (Rhymin & Stealing) all' Infernal Dance of King Kastchei di Igor Stravinsky (Electrify) passando per Sammy Davis Jr.Bad Brains.
Non contenti di questo certosino lavoro di catalogazione, i pazzi di cui sopra hanno ben pensato di raccogliere mp3 di ogni brano e di farne delle compilation (esattamente 6, ognuna per ogni per album di studio del gruppo), e di metterle scaricabili dal sito. Tutto ciò è meraviglioso. In particolare apprezzo quella di Paul's Boutique, ovviamente infinita, grazie al sublime lavoro che i Dust Brothers fecero con i samples per le basi di quel disco.
La quantità di generi coperta da queste compilation è inarrivabile, ho anche scoperto gruppi e musicisti che non avevo neanche mai sentito nominare in vita mia. E' divertente tentare di ritrovare pezzi / suoni delle canzoni in quelle dei Beasties..... e mentre aspettiamo l'uscita del disco più rimandato della storia  (secondo solo a Chinese Democracy a questo punto), c'è tanta musica da ascoltare. Non capisco come mi sia sfuggita una meraviglia del genere per tutto questo tempo.

sabato 21 agosto 2010

(Potentially) Interesting link of the day

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What Would Henry Rollins Do?
Affetto da parlantina inarrestabile e grafomania persistente , Henry Rollins ha trovato un'ennesima finestra per dire-quello-che-si-sente-di-dire. Da oggi è il nuovo columnist dell'LA Weekly, avrà una sorta di rubrica a tema musicale nel blog del settimanale losangeleno. Come primo post in realtà non dice nulla di interessante, racconta  delle sue esperienze radiofoniche, prima nella (semi)defunta Indie 103.1  ed ora su  KCRW, e qua e là appaiono i tipici aneddoti alla Henry Rollins che tanto mi piace sentire/leggere. E' sempre bello (seppur non vitale) sentirgli raccontare di come il punkrock gli cambiò la vita da ragazzino...  Sostanzialmente è una sorta di mega-marchettone del suo programma radiofonico, però il post viene salvato in extremis dalla totale inutilità, perchè è riportata la playlist della puntata della settimana, un'edizione 'estiva' di solo Punk Rock:

The Playlist (8/21/10):

01. The Ruts - Society / The Punk Singles Collection
02. Viletones - Screamin' Fist / A Taste Of Honey
03. Negative Trend - How Ya Feelin' / Negative Trend EP
04. Maniacs - I Ain't Gonna Be History / Vortex Live
05. 999 - Feelin' Alright With The Crew / Separates 

06. The Weirdos - Life Of Crime / Weird World: Volume 1 
07. Minor Threat - Seeing Red / Complete Discography 

08. Sex Pistols - I Wanna Be Me / Spunk 

09. The Damned - Sick Of Being Sick / Single 

10. Buzzcocks - Breakdown / Spiral Scratch
11. Wire - Mr. Suit / Pink Flag

12 Deadbeats - Kill Hippies / Single
13. The Clash - Hate And War / The Clash
14. The Circle Jerks - Beverly Hills / Group Sex

15. Eater - Outside View / Eater - Album, Singles + 

16. Small Lives - Neo / Vortex Live

17. The Germs - Manimal / Germs Complete
18. The Stains - Sick And Crazy / Chunks

19. X Ray Spex - Identity / Germ Free Adolescents +
20. UK Subs - C.I.D. (single version) / Singles CD

21. The Ramones - Blitzkrieg Bop / 05-12-76 Cambridge MA LP

22. Johnny Thunders - Chinese Rocks / L.A.M.F. 
23. Adverts - We Who Wait / Singles Collection 
24. Bad Brains - The Regulator / Black Dots
25. Dead Kennedys - California Über Alles / single
26. Generation X - Your Generation / Generation X
27. The Killjoys Naive - Raw Records / Singles +
28. Sham 69 - I Don't Wanna / Singles CD
29. The Vibrators - Judy Says (Knock You In The Head) / Best Of
30. Angelic Upstarts - Teenage Warning / Teenage Warning
31. Stiff Little Fingers - Suspect Device / single
32. Art Attacks - Frankenstein's Heartbeat / Vortex Live
33. The Panik - Modern Politics / Short Sharp Shock
34. Alternative TV - Action Time Vision / The Image Has Cracked +
35. The Buttocks - Kreatur / Law And Order
36. Machines - You Better Hear / EP
37. The Dregs - Dregs Of Humanity / EP
38. The Lurkers - Ain't Got A Clue / Fulham Fallout
39. The Teen Idles - Get Up And Go / 20 Years Of Dischord
40. Leyton Buzzards - 19 And Mad / single

La stragrande maggioranza dei pezzi viene da dischi storici e fondamentali per  il genere, altri invece non li conoscevo. Molti di questi gruppi li ho anche visti dal vivo, seppur in versione anzianotti (diciamo che Buzzcocks e gente tipo i 999  ancora sono in grado di fare un bel concerto, altri - ehm, vibrators e sham 69 - proprio no).
Proverò a raccogliere tutti i pezzi, tra quelli che già ho e quelli che devo ancora procurarmi, e sentire se veramente funziona come summer playlist.

giovedì 19 agosto 2010

Art from your mouse.

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Bizzarro link del giorno:

Si scarica, si clicca su 'record' e fa tutto da solo.

Perchè non ci sono mai abbastanza applicazioni inutili all'interno dei nostri computer.

La mia prima 'opera':

lunedì 2 agosto 2010

Back in 1979 - il blog interessante del giorno

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Per la serie concerti che non hai visto - ma gente molto più fica di te sì, Glen E. Friedman racconta della prima (e unica) volta che vide gli Undertones:

The Only Time I saw the Undertones I believe was 1979, Harley Flanagan (who was only 12 years old and drumming in The Stimulators at the time), Rob Dellenback, and myself were standing outside Irving Plaza in New York trying to weasel our way in on a guest list or sneak in the back door somehow, but we were having no luck.
Con una qualcerta nonchalance riesce a non farti pesare il fatto che è decisamente più fico di chiunque altro, perchè oltre ad essere un signor fotografo, lui si è anche visto gli Undertones nel 79, all'Irving Plaza, insieme a Harley Flanagan e Rob Dellenback. Oltre a raccontare del concerto linka anche un documentario sul gruppo curato da John Peel (che li adorava), che vale la pena di guardarsi.

John Peel vi consiglia della buona musica.