Visualizzazione post con etichetta sarah burton. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta sarah burton. Mostra tutti i post

giovedì 11 novembre 2010

Costume Institute 2011 : 'Alexander McQueen : Savage Beauty'

0 commenti
Una mostra di quelle che non bisognerebbe perdere: il MET Costume Institute nel 2011 dedicherà la retrospettiva annuale  al lavoro di Alexander McQueen. La mostra verrà inaugurata il 2 Maggio prossimo con il consueto Gala, e sarà visitabile dal 4 maggio al 31 luglio.
Verranno esposti 100 pezzi unici dello stilista, dalla sua collezione di 'laurea' al Central St.Martin's fino alla sua ultima collezione, passando per il suo lavoro a Givenchy presi direttamente in prestito dagli archivi della maison francese. Saranno inoltre inclusi alcuni pezzi personali dello stilista inglese, e alcune creazioni private, come ad esempio gli abiti che creava per Isabella Blow (che ora appartengono a Daphne Guinness) e gli accessori in collaborazione con Philippe Treacy. Stando alla press release, la collezione verrà divisa per 4 temi ricorrenti:



Photo Steven Klein
-“Romantic Gothic” sottolineerà l'approccio altamente narrativo che McQueen aveva nei confronti della moda, e le sue frequenti connessioni con temi presi dalla letteratura romantica, come la morte, l'oscurità e la decadenza. Anti-eroine e femme fatales che popolavano i suoi spettacoli troveranno posto in questa parte



mcqueen ss08
-“The Savage Mind”  si concentrerà sulla maniera in cui lo stilista ha sovvertito le tradizionali regole della sartorialità e sull'aspetto più decostruttivista dei suoi abiti. 

David Bowie - Earthling  - coat by alexander mcqueen
-“Romantic Nationalism” riguarderà quella costante presenza della storia e dell'iconografia inglese nel suo immaginario.


ss10 ad campaing by Nick Knight
-“Romantic Exoticism” esplorerà l'esotismo e luoghi lontani e immaginari che spesso Lee ci mostrava.
Photo Peter Lindberg
-“Romantic Primitivism” esaminerà la presenza della figura del 'noble savage' nel suo corpo di lavoro.


Verrà anche allestito un 
“Cabinet of Curiosities”  dove verranno raccolti gli oggetti / feticci che nel corso degli anni Lee aveva creato con la collaborazione di gente come Philip Treacy e Shaun Leane. In un'altra sala verranno proiettati video delle varie sfilate dello stilista. 


Photo by Irving Penn

I curatori del Costume Institute  Andrew Bolton e Harold Koda stanno anche curando la  redazione di un libro, Alexander McQueen: Savage Beauty, che accompagnerà la mostra. Nel libro ci sarà una retrospettiva tematica sulla carriera dello stilista e un'intervista con la nuova designer del brand McQueen, Sarah Burton. Il libro verrà stampato in un edizione speciale con 250 immagini e verrà pubblicato dal Metropolitan Museum of Art.

Questa è esattamente la mostra per cui varrebbe la pena fare ore di fila. Questi abiti sono pezzi unici e a differenza di quadri e sculture, non vengono esposti con così tanta facilità. Giusto i potenti mezzi del MET hanno saputo far uscire dalle stanze degli archivi questi manufatti.

mercoledì 6 ottobre 2010

Lee McQueen is Dead, Long Live Alexander McQueen

0 commenti
Free Image Hosting at www.ImageShack.us
McQueen S/S 2011
Lee era un artista, un tormentato ribelle, l'enfant terrible della moda inglese. Una di quelle rare perle di creatività e talento che è difficile trovare. Un rivoluzionario, capace in poco più di 10 anni di sconvolgere l'approccio alla 'presentazione/sfilata', e di creare uno stile mai ripetetivo e sempre fedele alla sua idea di 'moda' che, spaziando tra picchi di romanticismo quasi teatrali a futuristiche rappresentazioni di un mondo alla deriva. Più che presentare dei vestiti da vendere, raccontava delle  storie: a volte narrava delle favole della buonanotte, altre ci proiettava in incubi vividi ma mai scontati.
E' grazie a lui che cambiai modo di guardare alla 'moda', quando pensavo fosse poco più di un industria (cosa che in linea di massima è) tramite McQueen iniziai a vederla come forma d'arte. Ogni stagione un nuovo elaboratissimo set ci trascinava nel suo mondo. A un certo punto però, Lee è stato sopraffatto dai suoi mostri. Oltre a lasciare un incolmabile buco nella creatività e teatralità del mondo della moda, la sua morte ha posto un grande interrogativo.... Il brand McQueen, nato e sostenutosi sulle spalle del suo fondatore, continuerà? Poco più di 10 anni di esistenza in un mondo feroce come quello della moda in cui anche nomi storici vengono costretti a chiudere e dichiarare bancarotta (vedi il compianto Christian Lacroix) non assicuraro di certo finanziatori. Invece, forse illumninati dalla mania isterica di possedere qualcosa di McQueen che nelle settimane dopo la morte di Lee portò al sold out di ogni suo capo in tutto il mondo (la gente è strana, sì), il Gucci Group (che possiede il 51 per cento del brand) decise di far continuare la casa. Il problema più grosso, allora, era quello di trovare un successore. Un degno erede, purtroppo, non esiste. Per una volta, però, l'industria si è comportata con un minimo di senso pratico. Sarah Burton, assistente e amica di Lee fin dai tempi del Central St. Martin's, è stata promossa a direttore creativo di Alexander McQueen. Era l'unica cosa sensata da fare. Lei era quella che, oltre ad assistere Lee, si occupava di traslare dalle sfilate al ready-to-wear i capi che lui disegnava. Insomma, era veramente l'unica soluzione possibile. Ieri, a poco meno di 8 mesi dalla morte del designer, a Parigi, Sarah ha presentato la sua prima collezione vera e propria (non contando il resort) per McQueen. La collezione  è bellissima. Certo, obietteranno alcuni, sembra di rivedere 15 anni di lavoro di Lee.  Temo che fosse l'unica cosa che Sarah potesse fare. Una sorta di collezione tributo/best-of, dove tutti i temi ricorrenti dello stile di Lee ritornano, a volte più rielaborati altre più fedeli agli originali. Il suo tocco femminile si vede, e credo che come 'momento transitorio' non avrebbe potuto fare di meglio. Meno teatrale ma sempre over-the-top, era quello che ci voleva dopo una triste stagione di brutte collezioni e poche idee in tutte le città della moda. 
Sicuramente si sposterà da questo territorio in futuro, ma come inizio è perfetto. Quindi, seppur a malincuore, consci del fatto che un'altro Lee non ci sarà mai, si può veramente dire: brava Sarah!

Un pò di foto della collezione, backstage e dettagli inclusi:

Free Image Hosting at www.ImageShack.usFree Image Hosting at www.ImageShack.us

Free Image Hosting at www.ImageShack.usFree Image Hosting at www.ImageShack.us

Free Image Hosting at www.ImageShack.usFree Image Hosting at www.ImageShack.us

Free Image Hosting at www.ImageShack.usFree Image Hosting at www.ImageShack.us

Free Image Hosting at www.ImageShack.us Free Image Hosting at www.ImageShack.us

Free Image Hosting at www.ImageShack.usFree Image Hosting at www.ImageShack.us

Free Image Hosting at www.ImageShack.usFree Image Hosting at www.ImageShack.us

Free Image Hosting at www.ImageShack.usFree Image Hosting at www.ImageShack.us

Free Image Hosting at www.ImageShack.usFree Image Hosting at www.ImageShack.us

Free Image Hosting at www.ImageShack.usFree Image Hosting at www.ImageShack.us

Free Image Hosting at www.ImageShack.usFree Image Hosting at www.ImageShack.us

Free Image Hosting at www.ImageShack.usFree Image Hosting at www.ImageShack.us
Free Image Hosting at www.ImageShack.usFree Image Hosting at www.ImageShack.us

Free Image Hosting at www.ImageShack.usFree Image Hosting at www.ImageShack.us

Free Image Hosting at www.ImageShack.usFree Image Hosting at www.ImageShack.us

Free Image Hosting at www.ImageShack.usFree Image Hosting at www.ImageShack.us

Free Image Hosting at www.ImageShack.usFree Image Hosting at www.ImageShack.us

Free Image Hosting at www.ImageShack.us


Free Image Hosting at www.ImageShack.us
Sarah Burton