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lunedì 1 luglio 2013

The National @ Auditorium Parco Della Musica, Roma 30 / 6 / 2013

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A visual essay on Matt Berninger, the Dessner twins and the Devendorf brothers.

(Un concerto del genere merita una riesumazione del blog. Non era la prima volta che li vedevo, ma non credo che altri concerti passati o futuri potranno competere con uno dei tuoi gruppi preferiti che letteralmente a meno di un metro dalla tua faccia ti fa una 'serenata':
Setlist a fine post)




 

 
(locura berninger)



Squalor Victoria
I Should Live In Salt 
Don't Swallow the Cap 
Bloodbuzz Ohio 
Mistaken for Strangers 
Demons 
Sea of Love 
Afraid of Everyone 
Conversation 16 
I Need My Girl 
This is the Last Time 
Baby, We'll Be Fine 
Abel 
Slow Show 
Pink Rabbits 
Sorrow 
Graceless 
About Today 
Fake Empire 
Encore: 
Heavenfaced 
Humiliation 
Mr. November 
Terrible Love 
Vanderlyle Crybaby Geeks

martedì 24 luglio 2012

Bon Iver @ Ferrara Sotto Le Stelle - 19/07/2012

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Someday my pain will mark you...
Un podcast su itunes, chitarra acustica e voce sofferta. Colpo di fulmine istantaneo. Era il 2008, la follia hipsterica che tutt'ora circonda questo cicciosissimo biondo del Wisconsin stava giusto iniziando…. For Emma ha accompagnato molti momenti melanconici di questi quattro anni, e le atmosfere sognanti del self-titled si adattano facilmente agli stati d'animo più disparati. Un'amarezza di fondo nell'averlo perso live in quelle rarissime e breve incursioni in Europa che aveva fatto (nello specifico Amburgo e Berlino, sold out prima di riuscire a prendere una decisione chiara). Poi, finalmente, l'annuncio della data italiana (a Ferrara, nondimeno, teatro di ricordi e concerti bellissimi). Questi mesi di attesa sono stati rasserenati da concerti più o meno intensi, ma c'è un qualcosa di profondamente intimo nella musica di mr. Justin Vernon che rendeva questo evento un qualcosa di diverso dal resto (escludendo casi limite come Morrissey, ovviamente). Le premesse, quindi, erano molto semplici: adoro i dischi, conosco ogni canzone come fosse un'amica, sarà un'esperienza intima (quanto possibile) e bellissima.
Quello che ignoravamo era la ricchezza musicale e visuale che ci stava aspettando. I dischi saranno anche minimali, ma dal vivo il signor Bonny Bear non lascia nulla al caso. Una serie di musicisti/polistrumentisti impressionanti (a cominciare da Colin Stetson), canzoni ri-arrangiate per avere una presa maggiore live, visual e set impeccabili (gli stracci che pendono dal 'soffitto' fanno molto capanna nel Wisconsin, ma non appena si accendono le luci tutto assume il suo senso e la sua ragione di essere su quel palco). Quello che rimane, a distanza di qualche giorno, nonostante il caldo terribile, l'afa, le zanzare mutanti, è un generale senso di pace. Un pianto di qua, un singalong accorato di la (Skinny Love - ovviamente - su tutte, con estremo compiacimento di J.V.), un generale senso di 'wow' davanti a momenti come questo, Perth, la mia preferita del secondo disco e pezzo d'apertura del concerto:
Insomma, aspettavamo qualcosa di bello, abbiamo trovato il sublime. Anche pezzi che su disco non mi hanno mai fatto impazzire dal vivo assumono un'altro significato (come Hinnmon, TX e Beth/Rest che per quanto mi riguarda avrebbe anche potuto eliminare dalla scaletta per far posto a Flume e Lump Sum, unica vera pecca della serata - insieme alla mancata location a Piazza Castello).
E' stato bizzarro trovare molti ragazzini (piccoli, davvero piccoli) in totale silenzio/adorazione, un pubblico calmo, finalmente educato (alla musica), un Justin molto diverso dall'orso cupo che potrebbe sembrare… incredibilmente entusiasta del responso degli astanti, pieno di sorrisoni, battute, goffo nel porsi ma mai fuori posto, 'grato' dell'apprezzamento ricevuto. Abbiamo poi scoperto la sua vera voce, quella profonda, bassa, intensa, libera dagli effetti (veramente eccessivi in Bon Iver, e totalmente non necessari dato il suo vero timbro). Abbiamo pianto su Creature Fear (per poi rimanere spiazzati dalla lunga parte strumentale piena di assoli e caciara) e abbiamo mantenuto un silenzio religioso durante canzoni come Wash, trasformando anche un posto come il Motovelodromo in un'ambiente intimo e raccolto.
E' stato bellissimo e intenso, e il responso generale e immediato è stato questo: ci rivediamo a Milano ad Ottobre, Justin. L'Alcatraz è un locus ameno, ma ci adatteremo senza problemi.





 


venerdì 29 giugno 2012

Die Antwoord live, Roma, San Lorenzo.

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Enter the NINJA
Giugno 2010 : fu guardando il live streaming del Creators Project di NY  che entrai in contatto col mondo dei Die Antwoord. Già 'conosciuti' qua e la' online e su riviste, erano allora in quel momento di hype totale che ha preceduto la notorietà mondiale…. Quel live caotico e delirante fu il miglior biglietto da visita che potessero presentarmi. Poi arrivò Diplo (sempre sul pezzo), e mise mano a Evil Boy consolidando l'amore (tra l'altro ho visto da recenti setlists che la fanno raramente dal vivo, invece ieri sera mi hanno regalato una mini/intensa versione). Come si sa, però, in Italia le cose arrivano (fisicamente) sempre con un po' ritardo (o per niente…), quindi ci è toccato aspettare. Neanche all'estero ero mai riuscita a vederli. Invece questi due (finto)-cafoni sudafricani >devono< essere fruiti live, perché per quanto l'immagine Zef / il continuo perpetrare un'estetica del brutto e della merda siano il loro punto di forza, non si può negare che sul palco diano il 100% e anche di più. Ninja è uno dei 'frontman' più incredibili che abbia mai visto su un palco. Rap - Rave is what you came for, rap-rave is what you get. Un mix di sonorità techno-anni90 e beats da technoparade con pizzichi di ritmi dancehall disseminati in giro, una piccola aliena che squittisce e  un gigante che si muove indiavolato rappando in un mix di afrikaans ed inglese. 
Se questo non è il vostro ideale di divertimento, non so cosa dirvi. E' stato fantastico. Esattamente come ho sempre pensato sarebbero stati, ma anche meglio. Energia, volumi e ritmi fuori di testa, quando hai queste cose su un palco il resto veramente non conta. Ci sono i gruppi fuffa che ti 'vendono' un prodotto e poi valgono quanto un b-side delle spice girls. E poi c'è gente come Ninja e Yo-Landi che aldilà di qualsiasi apologia dei brutti tagli di capelli non delude. Non mi divertivo in questa maniera dagli Odd Future al Primavera. Fateli ritornare, su. Magari quando fa un pochino meno caldo.

The End