sabato 29 ottobre 2011

Festa Del Cinema di Roma 2011 : Hysteria & Vibratori

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Durante il discorso inaugurale di questa sesta edizione della 'Festa', Piera Detassis ha sottolineato più volte quanto quest'anno tutta la manifestazione sia pervasa da figure femminili importanti. Certo, parlava soprattutto di personaggi come San Suu Kiy (e su Luc Besson, The Lady e Michelle Yeoh tornerò in un post futuro), ma mi piace pensare che la grande idea di marketing della BIM di ieri sera rientri in questo spirito 'rosa' del festival. Una delle poche case di distribuzione italiane che propone film di ottima qualità (spesso rischiando, su un mercato come il nostro, ostile a certo cinema ) e in versioni dignitose, sempre attenta a determinati meccanismi di promozione, tra i quali spicca una certa propensione al gadget promozionale 'simpatico' (ho ancora per casa svariati posa-ceneri distribuiti in occasione dell'uscita di Funeral Party). Ieri però si è raggiunto il top. Abbiamo questo film che parla dell'invenzione dei vibratori, come sdrammatizziamo questo argomento a un pubblico composto - anche - di vecchie babbione, come quello delle prime dei festival? TA-DA! 
Regaliamo a tutte le signore in sala un simpatico vibratore da borsetta. Funzionante (Li per lì ho riso e pensato fosse una 'riproduzione', invece ci sono le batterie e si accende) e rosa. Nella sua simpatica bustina di velluto. Adoro. E non sono l'unica, a quanto pare. Sulla rete è pieno di articoli che ne parlano. Purchè se ne parli, no?

"Questa è una storia vera. Davvero"
Insomma, i vibratori. Il film è adorabile. Avevo letto di grasse risate durante le proiezioni del festival di Toronto, ma ieri (apparte una bizzarra concentrazione di riso isterico verso la parte destra della platea) più che altro ci sono stati molti sorrisi. E' la tipica, ben riuscita e ben recitata commedia inglese, a metà tra la comedy of manners e lo sboccacciato (pur sempre composto, siamo british). E' bello vedere la sessualità così sdrammatizzata, la figura femminile mai troppo stereotipata, un cast brillante (specialmente i personaggi di contorno, dalle 'pazienti' in poi)  un ottimo Ruper Everett in una parte a lui congeniale, una - come al solito - adorabile Maggie Gyllenhaal forse fuori luogo per quanto riguarda l'aspetto (non ha, come dire, il tipico volto di una inglese di fine 800). Promosso. Non cambierà la vostra vita, ma regala un paio d'ore di sorrisi e battutine taglienti. 
Ps. Mi sono ritrovata a condividere un affollato (e orribile, ma delle union jacks fatte di cavoli e mele parlerà poi) red carpet con il cast. Sia sullo schermo che di persona il gigantesco Ruper Everett ha completamente cambiato viso. Capisco il botox, ma non sembra più neanche lui. E' inquietante. Maggie è bellissima, ma tutte le mie attenzioni erano rivolte al marito, mestamente posizionato al lato del red carpet, mr Peter Sarsgaard, bello come non mai e anche simpatico (le mie attenzioni, come prevedibili, sono state notate. A volte manco di nonchalance). 

sabato 22 ottobre 2011

Death In June 30th Anniversary - Roma

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Into that darkness.
Punto primo: quando si ha la possibilità di vedere un gruppo che rientra nella categoria 'mai avrei immaginato di andare a un concerto di x', lo spazio per le lamentele è veramente esiguo. L'incredulità nel sentire pezzi come 'To drown a rose' dal vivo, in un generale 'non avrei mai pensato di ascoltarla dal vivo', vale da sola tutto il concerto. 
L'intro e l'outro sono stati pazzeschi, il resto un po' meno. Ok, si sa che oramai Douglas fa solo cose acusticone folk, ma c'è folk e folk. Riarrangiare il 99 per cento delle canzoni sulla stessa identica tonalità mi pare una scelta assurda. Specialmente perchè su alcuni pezzi funziona, ma su altre proprio no. Mettiamola così: sali sul palco con maschera e dei ritmi infernali,  tanto che il mio primo pensiero è stato 'Oh mio Dio, questo sarà uno dei concerti della mia vita, nonostante il posto, l'acustica, la gente...' -  E poi? Via la maschera, via tutto. Tono che crolla precipitosamente nel giro di 5 minuti, alcuni pezzi sbrigativi, una sua evidente inquietudine specialmente riguardo il suono (e come dargli torto? - bisognerebbe anche aprire un discorso sulla questione 'areatori from hell'. Capisco che si rischiava di morire, ma quel rumore assurdo ad un concerto acustico è l'ennesima riprova che tra tutti i posti di Roma, probabilmente il Qube era il meno adatto ad un evento del genere). L'exploit su Rose clouds... 
Chiunque ho sentito è rimasto un po' deluso. Personalmente ho tentato di godermi il momento, ogni considerazione possibile è a posteriori, come quando vedi un film in cui ti perdi totalmente e poi pensi 'però aspetta c'era questo e questo e questo'. Sarebbe potuto essere uno dei concerti delal vita.... e non lo è stato. Ma! - In vita mia di concerti di vecchi (veramente vecchietti) ne ho visti tanti e sarebbe potuto essere molto peggio di così. Mi tengo il ricordo di alcuni momenti, come  (su tutti) She said destroy e Heaven Street. E qualche foto, mal riuscita e scattata in condizioni abbastanza disagiate.
 


SETLIST :
1) Till The Living Flesh Is Burned
2) Ku Ku Ku
3) The Honour of Silence
4) Omen-Filled Season
5) Peaceful Snow
6) Leper Lord
7) Luther's Army
8) All Pigs Must Die
9) To Drown a Rose
10) Fields of Rape
11) A Wolf Rose
12) Symbols of the Sun
13) Hollows of Devotion
14) Death Is the Martyr Of Beauty
15) Good Mourning Sun
16) Hullo Angel
17) Kameradshaft
18) Leopard Flowers
19) Giddy Giddy Carousel
20) Leper Lord (Bis)
21) The Maverick Chamber
22) Rose Clouds of Holocaust
23) The Death of the West
24) She Said Destroy
25) Little Black Angel
26) Fall Apart

ENCORE
27) But, What Ends When the Symbols Shatter?
28) Runes and Men
29) Heaven Street
30) C'est Un Rêve

giovedì 20 ottobre 2011

Damien Hirst & RANKIN “Myths, Monsters and Legends”

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The beatuy of ugliness. 
Il fotografo inglese Rankin e Damien Hirst hanno una lunga amicizia e una serie di collaborazioni alle spalle. Il loro ultimo progetto insieme si chiama "Myths, Monsters & Legends".  On-view alla Rankin Gallery di Los Angeles  fino al 7 Novembre,  arriverà in Europa (alla Annroy Gallery di Londra) poco dopo. I due creativi inglesi hanno scavato nel mito, nel folklore e nell'immaginario magico-fiabesco per creare una serie di immagini sospese nel tempo, tra mostruosità inquietanti e bellezza eterea, grazie anche al soggetto scelto, la modella Dani Smith. Il numero di Dazed & Confused di Novembre, interamente dedicato alla fotografia, dedica uno spazio speciale alla mostra, pubblicando una lunga conversazione tra Hirst e Rankin (che, ricordiamo, è stato il co-fondatore della rivista) e alcune immagini in esclusiva (una sorta di preview del libro-catalogo della mostra già acquistabile) . Eccole:

 


venerdì 14 ottobre 2011

W magazine Art Issue: Ai Wei Wei

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Sono in molti a criticare il lavoro che Stefano Tonchi sta facendo a W.  Sarà però interessante vedere chi avrà il coraggio di dire qualcosa in merito alla super-esclusiva che è riuscito ad assicurarsi per il consueto numero dedicato all'arte. Giunto al suo sesto anno consecutivo, l'art-issue di W mag del 2012 si avvale di una collaborazione più unica che rara. La copertina e il main editorial sono infatti stati curati da Ai Wei Wei, l'artista recentemente rilasciato dal governo cinese dopo essere stato incarcerato per ''evasione fiscale''. Una copertina di quelle che non si vedevano da anni, nominalmente ispirata alle foto che l'artista scattò negli anni 80 durante le rivolte di Tompkins Square a NYC, ma che allo stesso tempo riecheggia il trattamento riservato dalle autorità cinesi a Wei Wei solo pochi mesi fa ( fatti riguardo i quali il governo ha assolutamente vietato di discutere con la stampa, specialmente quella occidentale). Una maniera 'nascosta' ed incontestabile di fare un commentario su quello che sta avvenendo nel suo paese? Forse.
Le fotografie (che vedono come protagonista la modella cinese Sui He) sono state scattate da Max Vadukul in vari quartieri newyorkesi, sotto la stretta vigilanza e direzione di Wei Wei che ha seguito l'intero processo, shooting on location compreso,  via Skype. 
Questa è solo l'ultima di una serie di collaborazioni 'nobili' che la rivista americana ha portato avanti nel corso degli anni (si vedano Richard Prince o Maurizio Cattelan), ma assume un tono molto più solenne considerando che solo fino a pochi mesi fa non si aveva alcuna idea della sorte dell'artista Cinese. Il numero uscirà a fine Ottobre (primi di novembre dalle nostre parti, si spera).
Ecco una full preview in black&white dell'editorial:


Enforced Disappearance
Sui He by Max Vadukul
Artwork by Ai Weiwei

mercoledì 12 ottobre 2011

Costume Institute Gala 2012 - Elsa Schiaparelli and Miuccia Prada : On Fashion

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Due innovatrici, due donne eccentriche (ognuna alla propria maniera), ma soprattutto le uniche due figure femminili - veramente - rilevanti nella storia della moda del nostro paese : per la mostra del 2012 il MET Costume Institute di New York rende omaggio a Elsa Schiaparelli e a Miuccia Prada in una double-feature.

Due donne carismatiche, entrambe fortemente legate al mondo dell'arte (chi per filantropia, chi per effettive frequentazioni), padrone di uno stile diretto, libero. Trovo assurdo che tocchi sempre agli 'stranieri' rendere omaggio ai nostri designer più importanti (come è possibile che in Italia non ci sia nessuno in grado di organizzare mostre di storia della moda dignitose?)
L'allestimento della mostra, curato come al solito da Harold Koda ed Andrew Bolton, sarà ispirato alle 'Impossible Interviews' di Miguel Covarrubia che apparivano su Vanity Fair negli anni 30. Circa 80 abiti della Schiaparelli dagli anni 20 ai primi 50 e una selezione di lavori di Miuccia Prada dagli anni 80 al presente. Il surrealismo fantasioso di una andrà a scontrarsi con la sempre rigorosa eccentricità dell'altra, in un 'viaggio' che unisce inizio e fine di un secolo di donne italiane (e non). Tra l'altro, torna utile un aggancio agli anni 20-30 considerando che - come ogni anno accade - la figura 'famosa'  che accompagnera' Anna Wintour e Miuccia Prada nella gestione della mostra è Carey Mulligan, protagonista del Grande Gatsby, in uscita nel 2012.... Sa molto di 'marchettone pubblicitario' se si aggiunge che la carica di 'consulente creativo' di mostra e usuale gala è stata affidata a Baz Luhrmann (regista del film), ma nulla toglie al valore  di una mostra del genere che, ripeto, in Italia sarebbe impensabile realizzare.

New Tyler, The Creator Video - Bitch Suck Dick Featuring Jasper And Taco

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Questa è una delle mie canzoni preferite del disco. La me 14enne e riottosa non ne sarebbe molto orgogliosa. Still, mr Wolf Haley / Tyler the creator ha deciso di farne un video:

Certo, ancora non è riuscito a bissare quella meraviglia di video-making che è Yonkers, però almeno fa ridere. Alla maniera dei video-parodie che andavano di moda verso fine '90. Baywolf poi... vabbè.
Inoltre - chiunque segua un minimo gli Odd Future sa che hanno una certa passione (da bravi figli degli anni 2000 che non hanno mai effettivamente usato le macchine analogiche perchè non esisteva altro) per le usa e getta, e fotograno un po' tutto quello che fanno - vedi qui - 
Questi ragazzini si autoproducono, sono art directors di se stessi, sono fichi e vanno di moda - non è una grossa sorpresa scoprire che la Wolf Gang (Gold Wang?) a novembre avrà il suo primo libro (fotografico, i suppose), che in tutta probabilità apparirà così.

venerdì 23 settembre 2011

A few months ago: Odd Future @ Primavera Sound 2011

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Ci sono molte cose di cui si potrebbe parlare, ma preferisco guardare indietro.
Mai sottovalutare il potere di Pitchfork. Quando fu rilasciato il programma del Primavera con orari e scalette, notando che gli Odd Future erano nello stesso time-slot degli Animal Collective, pesai 'da paura! Non ci sarà nessuno! Good for me!'. Eh, no. Nel mio programmino personale, subito prima del loro concerto c'erano i Mogwai. La schizofrenia musicale da festival. 'Vedo i Mogwai e poi vado dillà' 'cazzo ma gli scozzesi suonano al Llevant'. Distanze incredibili, kilometri da scarpinare con la stanchezza di 3 giorni di festival sulle spalle ma ok, si può fare. 
Little I knew che tutti i più variopinti hipster d'europa si erano dati appuntamento sotto il palco, con mise che neanche a un pride del 2002 e delle movenze da pretty fly for a white guy che stavano per farmi piangere. Fa ridere vedere uno dei concerti più meravigliosamente RAP di sempre in mezzo a 3mila drunk white kids che ondeggiano urlando WOLF GANG WOLF GANG. Ma tant'è. Le foto fanno un po' schifo, la mia scelta di campo per il primavera '11 è stata quella di lasciare la reflex a casa. Così. Era impossibile tenere le braccia ferme mentre appena 20enni sotto mdma ti crollavano addosso, ma è stato bellissimo lo stesso. Sono pazzi. Mai un attimo fermi. Costantemente tra il pubblico, con dei salti a bomba che neanche in piscina. Ironici commenti sul fatto dell'aver suonato al Pitchfork stage. E poi l'infinita invasione di palco che ha fatto scappare la sicurezza e che dopo mezz'ora (quando ho deciso che forse era il caso di andare a sentire 3/4 pezzi degli Animal Collective) ancora non accennava a terminare. Epic. 
Sono ragazzini, hanno un'energia che giusto degli adolescenti possono avere, non gliene frega un cazzo, fanno la loro musica ed è bellissimo. Tyler è - aldila' dei due dischi che ha fatto, impeccabili (forse Goblin indugia troppo in certi pezzi piacione.rep che non amo molto) - un personaggio interessante, basta leggere una qualsiasi sua intervista per rendersene conto. Sarebbe bello vedere questo collettivo di scemi (nella migliore accezione possibile) in Italia, ma la vedo una cosa poco probabile, almeno nel futuro più prossimo. Intanto sono felicissima di averli visti, e in un impeto di amarcord, ecco qualche foto (sudata, faticata... pericolasamente scattata qua e la nella folla, tra una gomitata e una vans di tyler che mi è arrivata in testa a un certo punto).
 
ciao.