venerdì 18 febbraio 2011

Radiohead New Video - Lotus Flower

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Entusiasta dalla maniera in cui -dal nulla e senza nessun tipo di comunicati stampa- i Radiohead hanno annunciato l'uscita del nuovo disco The King of Limbs, aspettavo di sentire qualcosa. Il pezzo mi piace, il video è bizzarro e vagamente inquietante, con un Thom Yorke versione ballerino/tarantato. Il video è stato diretto da Garth Jennings, già regista di molti video musicali (Help the Aged dei Pulp, Coffee & Tv dei Blur tra  più noti, Jigsaw falling into place e Naked per i Radiohead) e di film come The hitchiker's guide to the galaxy e il meraviglioso e sottovalutato Son of Rambow che tutti dovreste vedere.
Produced and Directed by Garth Jennings

Choreographed by Wayne McGregor
Director of Photography- Nick Wood
Editor- Leila Sarraf

mercoledì 16 febbraio 2011

Who are The Suburbs and why are they on my tv?

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Dopo la vittoria degli Arcade Fire ai Grammy Awards, un crescente e lamentoso coro  si è alzato dal web.... Who the fuck is Arcade Fire? Twitter, Facebook, Message Boards di vario genere pullulano da giorni di lamentele e richieste di spiegazioni riguardo questa vittoria. Per quanto possa sembrare bizzarro, viviamo in un momento storico in cui una band indipendente può arrivare al #1 delle classifiche di mezzo mondo (Stati Uniti compresi)  senza che la maggior parte della gente se ne accorga. Questa discrepanza tra copertura sui media ed effettivo interesse nei confronti di un musicista/gruppo potrebbe far riflettere. Siamo all'esatto opposto di Lady Gaga, un manichino ambulante che brands di vario genere si litigano fino all'ultimo sangue. Senza soffermarsi a indagare i perchè dietro questo paradosso della musica moderna, è molto più divertente sedersi e guardare la strana dinamica che questi 'eventi' hanno innescato. Dopo anni di indie snobbery, c'è stata un'inversione di rotta. Gli adepti di Bieber/Gaga/Eminem si ribellano. Chi sono gli Arcade Fire, ma chi li ha mai sentiti, ma hanno mai venduto un disco?, perchè sembra che siano appena usciti da una fattoria?(questa mi ha fatto molto ridere), guarda che non si chiamano arcade fire, quello è il titolo della canzone, loro sono i The Suburbs. Pop fans of the world united, urlate il vostro disappunto!
La evidente confusione di Barbara Streisand nel leggere il nome del vincitore è stata solo l'inizio.
Il giorno dopo i grammy è anche nato questo tumblr, che raccoglie le confuse e arrabbiate reazioni della gente : http://whoisarcadefire.tumblr.com/.
Dal canto loro, gli Arcade Fire sembrano essere ben consci di questa incredulità generale (essendo loro i primi a non crederci) e ieri sera, dopo aver vinto ben due premi ai Brit Awards, Win Butler ha ben pensato di consigliare alla gente di andare su google e scoprire chi sono questi contadini che stanno vincendo premi in ogni dove:
Hanno anche suonato Ready to Start,  e stavolta è andata meglio che ai grammy:

Comunque, mentre nel resto del mondo artisti indipendenti vincono premi (che almeno nominalmente sono) prestigiosi, da noi è iniziato SanRemo (con raccapriccianti dati di ascolto, tra l'altro). Non c'è neanche la remota possibilità che io lo guardi, ma mi tengo aggiornata qui.

Best Band of 2010, Worst Dressed Band of all time. Love.

lunedì 14 febbraio 2011

Arcade Fire, Mumford & Sons @ The Grammys

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Gli Arcade Fire hanno vinto il Grammy Award per il miglior album, per The Suburbs. (Che sì, sarà anche il disco che ho ascoltato di più nel 2010, ma è anche vero che se la concorrenza consiste in Lady Gaga ed Eminem ogni parvenza di valore/prestigio del suddetto premio evapora).
Hanno anche suonato Ready To Start e Month of May, ma non sono state esibizioni memorabili.
Win Butler scopre la forza di gravità
Molto bella e degna di nota è invece questa, un mega medley con Mumford & Sons, Avett Brothers e Bob Dylan.

venerdì 11 febbraio 2011

Remembering Lee McQueen 17 March 1969 - 11 February 2010

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AW9899
Givenchy 98
'Voss' 01
Givenchy 97 . Most expensive fashion show ever
FW 07

martedì 8 febbraio 2011

Frédéric Chaubin - CCCP: Cosmic Communist Constructions Photographed

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Il quarto ed ultimo stadio dell'architettura sovietica
Frédéric Chaubin è l'editor-in-chief della rivista francese Citizen K. Chaubin è anche un fotografo. Il suo progetto più famoso ruota intorno all'architettura sovietica degli anni '70 e '80, una serie di foto che documentano le quasi-deliranti strutture che verso la fine del regime apparvero in vari paesi dell'Unione. Dal 2001 al 2010 ha raccolto un vasto numero di fotografie che sono state esposte in vari paesi del mondo, dal Giappone alla Germania - dove la scorsa settimana, al Museum of Contemporary Art di Karlsruhe, è stata inaugurata Frédéric Chaubin. CCCP – Cosmic Communist Constructions Photographed, la più omnicomprensiva delle mostre che si sono tenute in questi anni. In quest'occasione la Taschen ha pubblicato un libro/catalogo che sarà disponibile a partire da questo mese.
Le foto proiettano in un mondo quasi surreale, alieno, solitario e malinconico. Lo scontro visivo tra la nostalgia evocata dalle immagini e le futuristiche, quasi fantascientifiche strutture ritratte, è l'aspetto che rende questo corpus molto più di un semplice 'catalogo di architettura'. Se l'influenza della 'lezione' di Bernd e Hilla Becher è forte, la componente soggettiva, intimista, quasi emozionale delle immagini, aggiunge delle sfumature che difficilmente si trovano nella fotografia di architettura. Monumentalismo e fantascienza. Secondo Chaubin questo caotico fiorire di forme diverse ed irregolari verso la fine degli anni 70, fu una chiara espressione del prossimo crollo del regime. Se nella storia sovietica c'era sempre stato un forte rigore a livello architettotico, da questo momento in poi non si trova più un modello, uno stile dominante. E' quindi in queste costruzioni che lui individua i primi insospettabili segni del collasso della USSR.
Molti degli autori di questi inaspettati 'mostri' che si ergono dalla sobria monotonia dell'architettura sovietica sono sconosciuti. Alcune delle strutture fotografate da Chaubin (il primo a catalogarle sistematicamente) sono state nel frattempo demolite.

domenica 6 febbraio 2011

Hanna, International Trailer + Info

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Lo scorso dicembre, durante le Giornate Professionali, all'interno di un reel di trailer di vari film, ebbi il mio primo contatto con questo film. Senza alcuna presentazione o introduzione, in maniera brusca apparve sullo schermo una scena di un film. Riconobbi subito Saoirse Ronan, (l'unica cosa positiva - oltre a Stanley Tucci - emersa dalla tragica disgrazia che è 'The Lovely Bones'), ma non capivo cosa stessi guardando. Due lunghe scene, inquietanti, fredde, brusche, violente. E poi, alla fine, come un'angelo, apparve Cate Blanchett. Brusco taglio, nero. What the fuck was that? si chiedeva tutta la sala. Poco dopo scoprii di aver visto in esclusiva una preview di Hanna, nuovo film di Joe Wright, che dopo Atonement e Pride and Prejudice si è spostato su un genere totalmente nuovo. Sono sempre cuiriosa di vedere registi uscire dalle proprie abitudini. Quel poco che ho visto era molto promettente. Col tempo, ho acquisito nuove informazioni. La storia ruota intorno a questa adolescente che è stata cresciuta ed addestrata dal padre, ex agente della CIA (Eric Bana), intenzionato a fare di lei una assassina perfetta. Inviata in una missione dallo stesso, seguiamo il girovagare della giovane per l'Europa, mentre viene inseguita da un'altro agente dell'Intelligence, interpretata da Cate Blanchett.
Oggi è stato rilasciato il trailer internazionale del film che, come le scene che avevo visto, lascia trasparire una certa dose di violenza e la natura ben poco umana di questo personaggio.
<a href="http://video.msn.com/?mkt=en-gb&amp;brand=msn%20video&amp;from=sp&amp;vid=4960be5b-0e47-4a5c-8006-b5ded128dc92&amp;src=FLCP:sharebar:embed" target="_new" title="Exclusive - Hanna Trailer">Video: Exclusive - Hanna Trailer</a>
Hanna uscirà negli Stati Uniti l'8 aprile, non prima dell'estate in Italia (temo). Potenzialmente potrebbe rivelarsi un film incredbile così come una epica cazzata. Per quanto mi riguarda, a stuzzicare il mio interesse bastano la presenza di Eric Bana e Cate Blanchett, contornata dalla colonna sonora originale dei Chemical Brothers (bella questa nuova moda di far fare le colonne sonore ai gruppi electro. Tra l'altro, anche se non c'entra niente, i Chemical Brothers sono stati confermati per l'edizione 2011 di Rock In Roma).

R.I.P. Tura Satana

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 I don't try anything, I just do it.
Molto prima di studiare cinema, molto prima di 'sporcare' la pura passione con  pericolose nozioni di semiotica e quant'altro, John Waters e Russ Meyer hanno contribuito non poco a 'formare' il mio gusto cinematografico, e non solo. Film come Up! hanno definito, per fortuna o purtoppo, anche il mio senso dell'umorismo. La visione di Faster Pussycat Kill Kill nella prima adolescenza fu illuminante. L'ossessione per la sensuale, particolare, fuori di testa Varla venne da sola. Uno dei personaggi femminili più meravigliosamente 'forti' della storia del cinema, interpretato da una donna che lontano dallo schermo non era di certo da meno. Altro che ridicole ballerine di burlesque dell'ultima ora. Stuprata quando era molto giovane, in una storia che ricorda quella di Kill Bill, studiò arti marziali per regolare i conti con i suoi aggressori, lasciati impuniti da un giudice corrotto (o almeno così si narra). Crescendo diventò una delle più importanti exotic-dancers degli Stati Uniti... finchè un giorno l'attore e fotografo Harol Lloyd le suggerì di provare a fare cinema. Oltre al suo perfetto ritratto di Varla in Faster Pussycat (personaggio che, a detta di Mayer, Tura stessa contribuì a delineare, apportando idee a tutto,dai costumi al trucco ai dialoghi), divenne una sorta di eroina dei B-Movies, con ruoli da protagonista in film come Astro Zombies e The Doll Squad.
Un'esistenza quasi leggendaria: è stata la fidanzata di Elvis Presley ma ha anche fatto l'infermiera, ha subito violenza, è stata vittima di una sparatoria ma  si è sempre rimessa  in sesto... è stata in riformatorio, leader di una gang, ballerina e modella 'erotica', icona cult del cinema di genere, per poi ritirarsi a vita privata dai primi anni 80. Si è spenta ieri a 74 anni, per un attacco di cuore.

venerdì 4 febbraio 2011

Tim Burton x Alexander McQueen, 2002

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Stavo cercando delle informazioni su alcune collezioni passate di Alexander McQueen e ho scoperto che per la sfilata della collezione autunno/inverno  2002, gli inviti furono disegnati da Tim Burton.
Non so come ha fatto a sfuggirmi, ma i bozzetti per questa collaborazione sono nel meraviglioso libro che fu stampato in occasione della retrospettiva del MoMA di New York sul regista americano. Dopo qualche minuto di consultazione, sono riuscita a trovarli. Con tanto di commento (che però non c'entra niente con la collaborazione) di Colleen Atwood. Impossibile da scannerizzare, ecco una foto, neanche ben riuscita, della pagina:
Tim Burton for Alexander McQueen
Dress Series 1 - 3, 2002
Sketches for the fall/winter 2002 fashion show invitation
Pen & Ink, Watercolour
Text by Colleen Atwood

giovedì 3 febbraio 2011

i-D #311 The Living Loud Issue

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Hedi Slimane, illustrazione di Dani Tull

Il ritorno di Hedi Slimane sulle copertine di una rivista, e stavolta non come fotografo. Questa è solo una delle 5 diverse 'covers' del numero pre-estivo di i-D magazine, le altre (da Vanessa Paradis fotografata da Paolo Roversi a Ajak Deng da Emma Summerton) sono qui

mercoledì 2 febbraio 2011

Au Revoir, White Stripes

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Stando a quanto postato sul loro sito ufficiale (attualmente offline) i White Stripes si sono sciolti
The reason is not due to artistic differences or lack of wanting to continue, nor any health issues as both Meg and Jack are feeling fine and in good health. It is for a myriad of reasons, but mostly to preserve what is beautiful and special about the band have it stay that way.
Ne sentiremo la mancanza?  Dal vivo  (almeno agli esordi, quando ebbi modo di vederli) erano - ad essere buoni -  trascurabili, e anche a livello di produzione musicale mi sembra che avessero finito le cose da dire da qualche tempo. In ogni caso Jack White ha mille altri progetti, quindi non ce ne libereremo così facilmente.  Se c'è una cosa che mi mancherà, però, è il loro ricercare nuove sonorità (non sempre con ottimi risultati) e abbinare questa ricerca a un'immagine precisa e raffinata, curata in ogni aspetto -   dalle grafiche degli album al loro 'look', per approdare ai videoclip, cosa che li ha resi forse uno degli ultimi gruppi rock veramente attenti alla moribonda arte del video-making.


martedì 1 febbraio 2011

Purple Magazine S/S 11 #15

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Si ma... non si possono aspettare 6 mesi per quel felice momento in cui Purple arriva nelle tue mani e rendersi conto che... nonostante tu abbia sempre lodato Olivier Zahm per non essersi piegato all'orribile smania che il mondo della moda (e non solo) ha per Lady Gaga, era troppo bello per durare. Non riesco neanche a concentrarmi sulla copertina (qualcosa di diverso, finalmente) o gli altri contenuti (che tra l'altro mi sembrano sempre più incentrati sull'arte - Charles Ray, Peter Doig, Isabelle Graw, Pierre Huyghe - o su autori come Mehdi Belhaj Kacem,Apichatpong Weerasethakul), quel nome giunge ai miei occhi come un fulmine a ciel sereno.

HQ della copertina, Laetitia Casta fotografata da Terry Richardson + la copertina dell'inserto - diario di Thurston Moore