venerdì 19 novembre 2010

Tamara de Lempicka : "Queen of Modern" in Rome

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Dopo la plurivisitata mostra di Van Gogh (che tra l'altro devo ancora andare a vedere...), il Complesso del Vittoriano delizierà la nostra città con una nuova esposizione, forse di minor richiamo per le masse, ma che mi rende estremamente felice: signore e signori, dal 6 febbraio 2011 arriva a roma Tamara de Lampicka
Curata da Gioia Mori, che si era già occupata della grande restropettiva del 2006 a Palazzo Reale  di Milano, la mostra sarà visitabile fino al 3 Luglio 2011. 
Forse la prima artista a dare un'immagine di donne nuove, moderne ed emancipate nei suoi quadri, era lei stessa un simbolo di eleganza e trasgressività. Sarà bello vedere qualcosa di diverso nei nostri musei. 


mercoledì 17 novembre 2010

Daft Punk on the cover of Dazed and Confused Dec 2010

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Anteprima mondiale (con tanto di editorial in 3D) per Dazed & Confused. In un numero che promette di occuparsi di 'radical visions for the future', i Daft Punk parlano della tanto attesa e vociferata colonna sonora per TRON : Legacy, in uscita lunedì prossimo 22 Novembre.


Cover shot e editorial sono stati fotografati da Sharif Hamza e lo styling è stato curato da Robbie Spencer.

ADD: full editorial via thefashionisto:








Aspettando di ascoltare l'intero album, ecco un'anteprma del primo estratto 'Outlands'


e di 'Derazzed'

lunedì 15 novembre 2010

L'Amour Fou : Yves Saint Laurent et Pierre Bergé

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Una recensione tardiva, a dieci giorni dalla proiezione del film


I posti per la prima erano esauriti e solo un repentino acquisto dei biglietti per la seconda proiezione al Metropolitan mi ha permesso di vedere questo documentario. Nonostante il film abbia già un distributore italiano (BiM), è meglio non fidarsi. Prodotti del genere raramente vedono la luce del giorno nel nostro bel paese.
Pierre Bergè e Yves Saint Laurent: due nomi che da soli riescono ad evocare dei pezzi di storia del secolo appena trascorso. Due caratteri molto difficili e diversi tra loro, un'unione che tra alti e bassi è durata fino alla morte. Il film ci racconta l'uomo Yves Saint Laurent più che lo stilista. Un mix abbastanza tradizionale di interviste e filmati rari ed inediti compone questo documentario che non brilla certo per originalità 'tecnica', ma che ha dei punti forti che lo fanno emergere dal milieu di film o film tv biografici che vengono regolarmente prodotti.
La pellicola inizia con l'ultima conferenza stampa di Yves Saint Laurent (quella nella quale annunciò il suo ritiro dal mondo della moda) direttamente seguita dal saluto finale di Bergè al funerale dello stilista. La maniera candida e pulita in cui il regista ci lascia entrare nel mondo di questa coppia è potente, commuovente senza scadere in melensi patetismi. Da qui in poi si susseguiranno delle panoramiche delle varie case della coppia (assolutamente incredibile quella in Normandia, in cui ogni stanza era stata nominata in ricordo di vari personaggi dei libri di Proust), profonde 'confessioni' di Bergè e di alcune delle persone che erano vicine a Yves, da Betty Catroux a Loulou de la Falaise, e filmati d'archivio assolutamente inediti. Momenti di tristezza e malinconia si alternano a passi divertenti (non mi era mai capitato di vedere Yves ballare ad un live dei Village People). Alcuni filmati sono assolutamente bizzarri: e chi si aspettava di vedere Saint Laurent e Andy Warhol che conversano amabilmente mentre Mick Jagger li allieta al pianoforte? O anche l'esilarante intervista-questionario di Proust a cui un visibilmente alticcio Yves risponde in maniera buffa. Non penso di averlo mai visto ridere prima di questo film.
Il nucleo centrale del documetario, che (tra le altre cose) segue passo passo lo sfaldamento e la messa all'asta della collezione d'arte della coppia, è l'idea vincente. Così come Bergè ha perso l'amore della sua vita, così si disfa pezzo per pezzo di ciò che con cura e passione avevano collezionato insieme. Le due perdite vanno di pari passo, e danno sostanza al film che oltre ad essere molto itneressante riguardo la figura di Saint Laurent (e di Bergè, che è sempre stato un personaggio molto misterioso), assume anche un aspetto intimo, umano, sentimentale e commuovente. Dopo aver osservato in una lunga panoramica gli inestimabili valori presenti nella loro collezione ( da Goya a Brancusi passando per Picasso e Mondrian), vediamo gli 'avvoltoi' delle case d'aste che vengono a controllare le opere, che poi verranno imballate e portate a Londra, New York e Parigi per essere messe all'asta fino all'ultimo milione di euro. C'è una decadente angoscia che accompagna questo processo di disfacimento della collezione messa in piedi insieme, in 40 anni di vita. Bergè ricorda dove e come alcuni pezzi furono acquistati, e il rapporto intimo che Yves aveva con alcune di quelle opere. Anche i momenti bui verranno ricordati. L'onnipresente depressione, la tristezza, le separazioni, gli abusi di droghe... Quello che emerge è il rapporto tra i due uomini, profondamente, follemente innamorati ed interdipendenti l'uno dall'altro (come dice Bergè 'Tutto tra di noi era stabilito, ognuno aveva il proprio ruolo e la propria mansione, in ogni aspetto della nostra vita'), e l'abisso lasciato dalla morte di questo compagno di vita nell'esistenza di Bergè. Vuoto profondo riecheggiato alla fine dalle immagini della casa vuota, che fino a pochi minuti prima avevamo visto piena delle opere della collezione Bergè-Saint Laurent, che vale la pena di ricordare   in queste immagini tratte dal sito del New York Times:

'Ai tempi della collezione 'Mondrian', non ci saremmo neanche lontanamente immaginati di aver potuto possedere, un giorno, un suo quadro'







Tom Ford update n.3

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Vogue Us, e non Vogue Paris come era stato vociferato, è stata la prima ad avere un'esclusiva sulla collezione di 'ritorno' di Tom Ford. Fotografate da Steven Meisel, ecco Amber Valletta, Joan Smalls, Anja Rubik, Karen Elson, Stella Tennant, Carolyn Murphy ed Edita Vilkeviciute in Tom Ford.


domenica 14 novembre 2010

Voulez vous un rendez vous: Amanda Lear interviewed by Riccardo Tisci

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Riccardo Tisci: What do you feel Dalí taught you?


Amanda Lear: He taught me how to be an entertainer. Hanging out with him was a bit like being around Elvis because he behaved like a rock star, surrounded by all sorts of hangers-on. Whenever there was a camera crew around, immediately he changed the way he spoke and moved. So from him I learned how to manipulate the media when you want people to talk about you.


In pieno stile Interview, V magazine pubblica online un'interesssante  chiacchierata-intervista tra Amanda Lear e Riccardo Tisci, corredata da un set di foto di Willy Vanderperre in cui Amanda indossa abiti Givenchy.

La trovate Qui.

Peaches Dj Set @ Goa, Roma

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Peaches @ Goa Club, Roma
Hq Here

Mancava da Roma dal settembre 2009. Questa volta è venuta in veste di DJ, ma non ha potuto fare a meno di cantare almeno un pezzo ('Talk to me'). Peaches non delude mai. Pazzia ed energia miste a una sfrontatezza eccessiva e sexy. Tutto quello che ti aspetti ti dà, ed anche di più. Dj-set impeccabile, arrampicate selvagge, coriandoli e sorrisoni. Grazie, Merrill.


Qualche foto della serata, scattate da me in mezzo al dancefloor affollato e sudaticcio.

Peaches Dj Set @ Goa Club, Roma
Hq  Here
Balloons!
peaches1 (8)
Hq Here
Peaches @ Goa Club, Roma
Hq Here
3,2,1...



 Confetti!



Peaches Djing @ Goa Club, Roma
Hq Here

Peaches DJ Set @ Goa Club, Roma
Hq Here


@No Future party

venerdì 12 novembre 2010

Marc Jacobs gets his Galliano on : Industrie #2

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Mrs Jacobs: Marc Jacobs shot by Patrick Demarchelier for Industrie mag.

“Marc pulled on one of the coats, put his hand in the pocket and found a Louis Vuitton Murakami phone charm that I must have been carrying the last time I wore it. He gave me a funny look and said, “I’m actually wearing your clothes. This feels a bit weird”
Katie Grand on dressing Marc Jacobs in her personal archive of his designs as captured by Patrick Demarchelier for Issue 02 of INDUSTRIE Magazine.

(text via BoF)

giovedì 11 novembre 2010

Costume Institute 2011 : 'Alexander McQueen : Savage Beauty'

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Una mostra di quelle che non bisognerebbe perdere: il MET Costume Institute nel 2011 dedicherà la retrospettiva annuale  al lavoro di Alexander McQueen. La mostra verrà inaugurata il 2 Maggio prossimo con il consueto Gala, e sarà visitabile dal 4 maggio al 31 luglio.
Verranno esposti 100 pezzi unici dello stilista, dalla sua collezione di 'laurea' al Central St.Martin's fino alla sua ultima collezione, passando per il suo lavoro a Givenchy presi direttamente in prestito dagli archivi della maison francese. Saranno inoltre inclusi alcuni pezzi personali dello stilista inglese, e alcune creazioni private, come ad esempio gli abiti che creava per Isabella Blow (che ora appartengono a Daphne Guinness) e gli accessori in collaborazione con Philippe Treacy. Stando alla press release, la collezione verrà divisa per 4 temi ricorrenti:



Photo Steven Klein
-“Romantic Gothic” sottolineerà l'approccio altamente narrativo che McQueen aveva nei confronti della moda, e le sue frequenti connessioni con temi presi dalla letteratura romantica, come la morte, l'oscurità e la decadenza. Anti-eroine e femme fatales che popolavano i suoi spettacoli troveranno posto in questa parte



mcqueen ss08
-“The Savage Mind”  si concentrerà sulla maniera in cui lo stilista ha sovvertito le tradizionali regole della sartorialità e sull'aspetto più decostruttivista dei suoi abiti. 

David Bowie - Earthling  - coat by alexander mcqueen
-“Romantic Nationalism” riguarderà quella costante presenza della storia e dell'iconografia inglese nel suo immaginario.


ss10 ad campaing by Nick Knight
-“Romantic Exoticism” esplorerà l'esotismo e luoghi lontani e immaginari che spesso Lee ci mostrava.
Photo Peter Lindberg
-“Romantic Primitivism” esaminerà la presenza della figura del 'noble savage' nel suo corpo di lavoro.


Verrà anche allestito un 
“Cabinet of Curiosities”  dove verranno raccolti gli oggetti / feticci che nel corso degli anni Lee aveva creato con la collaborazione di gente come Philip Treacy e Shaun Leane. In un'altra sala verranno proiettati video delle varie sfilate dello stilista. 


Photo by Irving Penn

I curatori del Costume Institute  Andrew Bolton e Harold Koda stanno anche curando la  redazione di un libro, Alexander McQueen: Savage Beauty, che accompagnerà la mostra. Nel libro ci sarà una retrospettiva tematica sulla carriera dello stilista e un'intervista con la nuova designer del brand McQueen, Sarah Burton. Il libro verrà stampato in un edizione speciale con 250 immagini e verrà pubblicato dal Metropolitan Museum of Art.

Questa è esattamente la mostra per cui varrebbe la pena fare ore di fila. Questi abiti sono pezzi unici e a differenza di quadri e sculture, non vengono esposti con così tanta facilità. Giusto i potenti mezzi del MET hanno saputo far uscire dalle stanze degli archivi questi manufatti.

lunedì 8 novembre 2010

A different class of reunion: Pulp to reform in 2011

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Scrive un giornalista del Guardian:
Last year, like many people who were 15 in 1995, I went to see one of Blur's reunion dates at Hyde Park in London. So did Jarvis Cocker, who stood behind me for the entirety of their set with a look on his face that can only be described as quizzical. At the time I wondered if his trousers were too tight, or if he was just confused over why Damon Albarn and co had chosen to play Trimm Trabb. Now I think he was probably just trying to decide whether he fancied a piece of the pie too.
Proprio in quel periodo Jarvis fu molto chiaro: i Pulp non si sarebbero riformati. Vidi svanire ogni possibilità di vedere uno dei miei gruppi preferiti dal vivo.  Non è neanche una questione strettamente anagrafica. I Pulp in Italia - praticamente - non ci hanno mai suonato.



E' con estrema sorpresa / entusiasmo / iperventilazione che apprendo la notizia di una reunion della band, in questa uggiosa giornata autunnale. 2 Festival da Headliners è quanto ci concederanno Jarvis, Candida, Steve, Nick e Russell. 
The Sheffield band, who last played in December 2002, will headline Barcelona's Primavera Sound Festival on May 27 and the Wireless Festival in London's Hyde Park on July 3.
Questo il comunicato dalla band, che suonerà in formazione ORIGINALE, cosa che non accadeva dal 1996


Cosa è cambiato nel frattempo, non si sa. Forse i soldi offerti erano veramente troppi per rifiutare. In ogni caso, e nonostante io sia generalmente contro queste 'reunion', sono felicissima. Aldilà delle questioni di principio, questa è la mia unica possibilità di vederli dal vivo. [ edit/add: questo interessante articolo spiega perchè questa reunion appare più onesta dei vari rock'n'roll swindles che ultimamente si sono fatti frequenti]
Prima di correre a comprare i biglietti del Primavera, e aspettando che magari aggiungano altre date, mi sembra doveroso condividere per l'ennesima volta uno dei più bei live di sempre, quel live che li consacrò da band di nicchia a voce di una generazione. Grazie a John Squire - che decise di farsi male andando in bicicletta - gli Stone Roses, che avrebbero dovuto chiudere Glastonbury, non suonarono. Sostituti dell'ulitmo minuto furono Jarvis e co., ancora poco noti - Different Class non era ancora uscito - e regalarono uno dei momenti più intensi della storia del festival inglese. Questa è Common People e da sola dovrebbe bastare a convincere chiunque a comprare un biglietto per una delle date del 2011.

domenica 7 novembre 2010

Gavin Watson : Neville

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He's just an old skinhead from Wycombe...



A Gavin Watson, più di qualsiasi altro fotografo di moda e non, devo il mio iniziale interesse per la fotografia. La prova vivente che la passione e un buon occhio valgono più di ogni scuola o corso. Gavin iniziò a fare foto da ragazzino, fotografando il fratello e i loro amici e cosa succedeva intorno a loro. Qualche anno più tardi, molte di quelle foto fatte con la sua Zenit TTL, finirono in 'Skins', uno dei libri più rappresentativi del movimento skinhead inglese degli anni 80 (forse il più rappresentativo, insieme a  Skinhead di Nick Knight, che ha poi spostato il suo centro d'interesse verso la sperimentazione, la moda e la fotografia manipolata digitalmente). Sono passati 30 anni, ma lo stile 'personale', quasi familiare della fotografia di Watson non è cambiato. Lavora per svariate pubblicazioni di musica e moda, ha pubblicato un'altro libro per Vice Press (Skins & Punks), fotografa 'modelli', gente di strada e gruppi musicali, e quel  senso di spontaneità che c'era nelle foto che faceva da adolescente ancora rimane. Venerdì 4 novembre si è aperta a Londra, nello Studio55, flagsihp store della 55DSL (che ha appena prodotto una maglietta con una foto di Gavin), una mostra personale del fotografo. "Neville" dal nome del fratello, soggetto prediletto delle sue prime fotografie:

Nev was everything I wasn't; out going, popular, cool and the girls loved him. He was my muse and the most  famous unfamous person I have ever known, everyone loved him. He never minded being in front of the camera he was bit of poser as all skinheads are. Back then it was all about the dress up, whether he was a skinhead or a raver he always looked the part and that's kind what made him such a good subject, although I never thought about that at the time, I had to get to my 40's before I realised this. There came a point though for the sake of our relationship, where we both needed some time out to go and do our own thing which is what we did, although Nev continued to be a huge influence in my life - that's what this exhibition 'Neville' is all about and I really hope that comes across. 

Alcune foto conosciute e alcuni inediti per questa mostra curata dallo stesso Watson, che includerà i soliti soggetti di quegli anni 80 in bianco e nero, dai familiari ai gruppi del tempo. Una mostra che si aggiunge ad altri progetti che il fotografo sta portando avanti. A quanto pare, infatti,  il fotografo sta lavorando a un   nuovo libro, questa volta incentrato sulle sue fotografie di musicisti della metà degli anni 80 (da Morrissey ai Madness), che ha intenzione anche di promuovere con delle mostre in giro per l'Europa. 
Mentre aspetto, oltretutto impossibilitata ad andare a vedere questa mostra (se passate per Londra prima del 21 novembre, almeno voi, passateci), segnalo il blog di Gavin, già presente tra i miei links, aggiornato quasi giornalmente con foto di oggi e di ieri, di gente trovata per la strada e di cantanti e musicisti famosi, sempre nel suo inconfondibile stile 'candid' ma mai sciatto.





(foto della mostra via Dazed Digital)

martedì 2 novembre 2010

Un attimo di attenzione, please.

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A still from the Berlin's memorial to gay victims of the Holocaust in Berlin
A Berlino (dove, tra l'altro, il sindaco è gay), in pieno centro città, c'è un monumento contro l'omofobia in ricordo delle vittime omosessuali del nazismo. Da noi si fanno battute omofobe per accattivarsi l'elettorato.

Ogni volta pensi dai, oramai ha raggiunto il limite. Non potra' andare peggio di così, cos'altro potrebbe fare? E invece no, il nostro presidente del consiglio non conosce limiti. Un pozzo senza fine di fonti di imbarazzo, vergogna, mancanza di dignità e arroganza. Il poster boy per tutto ciò che c'è di male nell'uomo medio italiano: fedifrago, squallido donnaiolo, sempre alla ricerca della battutina maschilista e viscida che neanche nelle osterie di una voltra, ignorante fino al midollo ed egoista, del tipo che sto bene stanno bene tutti, sempre pronto a fregare ed abbindolare il prossimo, addossando colpe a terzi - manco fosse un bambino all'asilo. Tutto il mondo rimane a bocca aperta mentre giorno dopo giorno, ora dopo ora, ammassa motivi di vergogna per l'Italia. Una volta è Obama, un'altra Rosy Bindi, e chi più ne ha più ne metta. Oggi, mentre tutti parlano della sua ennesima squallida storiella con una minorenne, è il turno degli omosessuali. 'Meglio guardare una bella ragazza che essere gay'. Poi ci chiediamo come mai la gente lo vota. Sono come lui. Non tutti, certo, ma quante volte l'abbiamo sentita una frase che recita 'meglio... che gay?'. Il problema non è (solo) Silvio, sono gli italiani. Questo ennesimo e succulento osso gettato ai media con nonchalance, contribuirà a continuare quello che a lui giova di più. Tutti ne parleranno, e nessuno si occuperà del governo, di quello che stanno facendo alla giustizia, dei soldi delle università che non ci sono proprio più (e neanche i professori e le materie), della disoccupazione dilagante.... In tutto ciò, l'italiano medio continuerà a farselo stare simpatico, questo nano bauscia mafioso, perchè questa goliardia gli appartiene, è sua. Stavolta neanche il Vaticano si arrabbierà, perchè alla fine i froci andranno tutti all'inferno, e allora si che è meglio guardare le ragazzine minorenni che vengono da una situazione di disagio e povertà assolute.
Non saprei come esprimermi olteriormente in riguardo, ma c'è qualcuno che sa farlo meglio di me e con maggior cognizione di causa (forse):

Videolettera di Nichi Vendola a Silvio Berlusconi 


 Il teatro della virilità


Segnalo anche Costantino della Gherardesca, che ne parla sul suo blog, pensandola in linea di massima come me, ma andando oltre e con una migliore esposizione : Meglio gay come John Cage che etero come Totò Riina